
Vado L. L’Italia dei Valori ritorna, in maniera critica, sul progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado Ligure. L’Italia dei Valori – ha dichiarato il coordinatore regionale Idv Liguria Giovanni Paladini – intende manifestare una crescente preoccupazione in riferimento alla centrale di Vado. Ciò che lascia perplessi, più che l’ampliamento in sé, è la natura controversa dei vecchi comparti a carbone ancora funzionanti. Si tratta di una struttura logora e altamente inquinante: il tasso di mortalità per patologie tumorali e respiratorie in quelle zone è altissimo ed è impensabile proseguire lungo questa strada”.
In questi termini, nonostante le rassicurazioni ricevute da Tirreno Power sull’eco-compatibilità dei nuovi comparti, la nostra paura è quella che l’inquinamento prodotto dalle nuove strutture, seppur ridotto, vada semplicemente a sommarsi a quello attuale. Così facendo, il fatto che l’ampliamento abbia un minore impatto ambientale non ha alcuna rilevanza, continuando la centrale a carbone ad inquinare e ad affliggere la popolazione come è stato fatto sino ad ora, anzi di più – prosegue la nota. Senza considerare che gli enti preposti al controllo delle emissioni spesso non hanno risorse sufficienti per svolgere il compito, demandando all’azienda stessa una sorta di autocertificazione”.
“Date queste premesse, il fatto che Tirreno Power prometta di costruire nuovi comparti poco inquinanti è assolutamente ininfluente. Innanzitutto perché se è l’azienda stessa a certificarlo potrebbe accadere quello che è accaduto fino ad ora, con inutili rassicurazioni sulle emissioni e ricatti morali sulla chiusura in blocco della centrale con conseguenti ricadute occupazionali” aggiunge Paladini.
“Secondariamente, non vedo il motivo di un ampliamento se non condizionandolo ad una maggior rigore nel rispetto della normativa, con parametri ben più restrittivi di quelli statuiti dalla Comunità Europea. Solo in questo modo si può pensare di arginare il problema. In alternativa, ci troveremmo nella situazione in cui i nuovi impianti produrrebbero la metà di quelli vecchi, ma, invece di adeguare tutta la struttura, i vadesi respirerebbero una volta e mezzo quello che sono costretti a respirare oggi. E questo è a dir poco inaccettabile: una sorta di premio immeritato ad un’azienda, concesso, oltretutto, sulla pelle dei cittadini” conclude il segretario Idv.