
India. Un altro rinvio. Di 24 ore, ma è pur sempre un rinvio. E questo nonostante le disposizioni della Corte Suprema indiana che ha posto il divieto di posticipare il dibattimento in aula a meno che non si tratti di eventi eccezionali. Oggi, l’evento eccezionale, sarebbe un lutto che ha colpito forse il pm indiano.
Il condizionale è d’obbligo in questo caso, dal momento che la famiglia di Tomaso, ad ora, ha avuto notizie frammentarie dall’India. In più, parrebbe che il teste chiamato a deporre (un dipendente dell’hotel “Buddha” dove Tomaso alloggiava con Elisabetta Boncompagni e Francesco Montis, quest’ultimo deceduto in circostanze da chiarire, durante un viaggio in India) sia influenzato.
L’udienza è stata dunque rimandata a domani, con tutti i “se” e i “ma” del caso. “Sa, non vorrei che domani il dibattimento fosse rinviato perchè il teste continua ad essere influenzato – dice il padre di Tomaso -. L’unica cosa che è cambiata, dopo le direttive della Corte Suprema indiana, è che le udienze sono posticipate non di giorni ma di 24 ore. Una magra consolazione”.
Intanto, Tomaso ed Elisabetta aspettano ormai da 9 mesi di avere un giusto processo. Sono accusati di aver ucciso il loro amico Francesco, trovato agonizzante nella camera d’albergo che i tre condividevano. Accuse che i due giovani hanno sempre respinto con forza.