
India. Un processo caratterizzato da udienze “a singhiozzo” e da rinvii che hanno motivazioni che appaiono sempre più pretestuose. E’ accaduto anche questa mattina, quando il dibattimento in aula – nell’ambito del procedimento giudiziario che vede imputati per omicidio il giovane albenganese Tomaso Bruno e l’amica Elisabetta Boncompagni – è stato posticipato dal momento che i teste che sarebbero dovuti comparire – ossia i poliziotti che hanno svolto le indagini – sono stati improvvisamente trasferiti ad un altro comando.
Un intoppo che non aiuta il morale, nè dei due ragazzi rinchiusi dal febbraio scorso nel carcere di Varanasi, i quali si vedono tolto anche il diritto a difendersi, nè dei loro familiari. “Il senso di impotenza e frustrazione che proviamo è inimmaginabile – dice Luigi Euro Bruno -. Un giorno le cose sembrano procedere in modo positivo e 24 ore dopo si compiono dieci passi indietro. Questa mattina mio figlio è comparso in aula insieme ad Elisabetta e il pm se n’è uscito con la storia di questo trasferimento senza che il giudice dicesse nulla. Questi se ne fregano di tutto, della legge, del diritto alla difesa, dell’ordinanza della Corte Suprema che vietava rinvii se non in casi eccezionali. E anche le autorità italiane se ne fregano di questi ragazzi, per poi fare una comparsa o rilasciare una dichiarazione quando organizziamo delle manifestazioni per Tomaso e Elisabetta. Ora l’udienza è stata fissata per il 3 dicembre ma vedrà che se ne inventeranno un’altra per farla saltare. Questa sera scriverò per l’ennesima volta all’ambasciata, ma pare tutto inutile. Questa è diventata la nostra tremenda routine”.
Anche la mamma del ragazzo ingauno non usa mezzi termini e da Facebook scrive: “E così anche oggi un rinvio. La storia infinita continua aspettando di vedere venerdì 3 dicembre cosa si inventà questo pubblico ministero e questa associazione a delinquere del Tribunale di Varanasi! Ma come, tutti i poliziotti che devono testimoniare sono stati trasferiti ad un altro comando e loro non lo sanno? Ma dove vuole arrivare il pm?”.