
Savona. “Sono assolutamente convinto dell’ordinanza e di questa decisione. Non voglio nascondermi dietro ad un dito e non temo le polemiche, anche perchè il provvedimento sarebbe stato adottato anche per un’altra situazione; infatti non entro nel merito della vicenda Zanardi, bensì in quello delle pubbliche affissioni che in questo caso conteneva contenuti impropri”. Così il sindaco di Savona Federico Berruti commenta l’ordinanza per far ritirare i manifesti contro la Curia che sono stati affissi per Savona da Francesco Zanardi, il grande accusatore della Chiesa savonese colpevole di aver coperto reati di pedofilia.
“Siamo di fronte ad un problema di civiltà e di stato di diritto in quanto non si possono utilizzare le pubbliche affissioni come surrogato di un banco d’accusa, una discussione che deve avere sviluppo nelle sedi opportune” prosegue il primo cittadino savonese. Berruti non smentisce di aver “bacchettato” gli uffici comunali competenti per le affissioni, che non hanno sottoposto il contenuto dei manifesti all’attenzione dell’amministrazione.
“Credo che serva una modifica del regolamento comunale che nel caso specifico di contenuti quantomeno dubbi possa attuare una procedura di verifica prima dell’affissione per la città” ha concluso il sindaco savonese.