
Savona. E’ stata celebrata questa mattina, in Tribunale a Savona, una nuova udienza del processo che vede imputate tre persone per la morte di un operaio di 37 anni, Riccardo Badiale, che morì il 4 marzo 2006 in seguito ad un incidente sulla A10, all’altezza dello svincolo per la Savona-Torino. La vittima stava segnalando, con una torcia elettrica, la presenza dei suoi colleghi che, poco più avanti, si occupavano della pulizia del guardrail quando all’improvviso era stato investito da una Lancia Y.
La macchina che colpì l’operaio era stata tamponata da un autocarro che l’aveva di fatto spinta contro il 37enne. A giudizio sono finiti G.V., 71 anni, varazzino, il presidente della società per cui lavorava la vittima, il direttore tecnico e consigliere d’amministrazione della società, M.B., 37 anni, e G.C., 50 anni, l’uomo che era alla guida del furgone che, tamponando la Lancia che finì addosso all’operaio, è accusato di aver materialmente provocato lo schianto mortale. Per tutti e tre l’accusa è di omicidio colposo (i due dirigenti dell’azineda in particolare sono accusati di non aver applicato tutte le misure di prevenzione degli infortuni sul lavoro che avrebbero forse salvato la vita di Badiale).
Questa mattina in aula è stato ascoltato il tecnico che ha svolto la perizia sul luogo dell’incidente e sulle vetture coinvolte. Secondo quanto riferito in aula dal perito l’autocarro, quando tamponò la Lancia, viaggiava intorno ai 110/120 km/h. Il giudice al termine dell’audizione del testimone ha rinviato il processo al prossimo 7 marzo.