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Economia

Finanziaria, gli effetti sui comuni: incontro Anci a Savona

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Finanziaria, gli effetti sui comuni: incontro Anci a Savona
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Savona. La Finanziaria in arrivo, insieme al Decreto Brunetta 2008 e alla manovra di quest’estate,  propongono agli enti locali un denso menu di norme, che accanto ai capitoli ‘classici’ – dagli aspetti finanziari alla disciplina dei tributi – intervengono su discipline di dettaglio in ambiti diversi e nuovi.

Questo il tema al centro dei 14 incontri che Anci Liguria ha avviato sul territorio ligure per discutere le implicazioni e individuare le soluzioni possibili. L’ultimo appuntamento si è svolto presso la Sala Rossa del Comune di Savona, durante il quale sono intervenuti il presidente di Anci Liguria Pierluigi Vinai e di diversi amministratori locali.

Le riduzioni delle entrate statali e regionali e i tagli interni che dovranno imporsi le amministrazioni stesse in diversi settori nel 2011 costeranno ai cittadini liguri mediamente 64 euro (92 nel 2011).

Tali riduzioni potranno essere compensate con le nuove entrate previste dalla Finanziaria, che al momento però non sono ancora specificate da decreti attuativi.

I comuni – che proprio in questi giorni sono alle prese con i bilanci – si trovano dunque in una impasse e si stanno districando tra le previste minori entrate e le richieste della Finanziaria nell’incertezza su come comportarsi e al contempo come poter garantire i servizi essenziali.

In generale la finanziaria chiede ai comuni: di ridurre gli sprechi (in consulenze, società partecipate, metodi di lavoro etc.); di recuperare risorse in modo innovativo (es. attraverso i programmi europei); di fare rete con gli altri comuni per mettere in atto sinergie capaci di produrre risparmi e  di migliorare l’efficienza dei servizi.

I comuni dovranno decurtare decisamente i costi in alcuni settori, tenendo come riferimento di spesa il 2009: meno 50% delle spese per formazione e per consulenze; meno 80% delle spese in relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità, rappresentanza; meno 100% delle sponsorizzazioni di eventi; riduzione degli eletti, delle indennità, dei gettoni di presenza, dei compensi agli eletti nominati in altri organi.

Tra le indicazioni della Finanziaria anche il divieto in caso di organizzazione di eventi celebrativi da parte de comuni, di effettuare spese per straordinari o indennizzi al personale comunale, che in pratica dovrebbe operare in forma volontaria.

Per il personale è previsto un blocco delle assunzioni che potrà mettere in seria difficoltà alcuni comuni, in particolare quelli più piccoli. Nei prossimi anni le uscite di organico potranno essere rimpiazzate solo al 20% nei comuni superiori ai 5000 abitanti.

In quelli con meno di 5000 abitanti il costo del personale, anche in caso di sostituzione di un dipendente, non potrà eccedere quello del 2004. In sintesi, è possibile procedere a nuove assunzioni nei limiti delle cessazioni che si saranno
verificate nell’anno precedente, a patto che la complessiva spesa di personale non superi il 40% di quella corrente.

Sul fronte della semplificazione i comuni piccoli (-5.000 ab.) dovranno gestire le proprie funzioni fondamentali in forma associata. Tramite le ‘unioni di comuni’ (la Liguria insieme alla Basilicata e alla Val d’Aosta non ne ha costituita neppure una) e le convenzioni sui servizi quali: la segreteria comunale, l’amministrazione, la gestione e il controllo, la polizia locale, l’istruzione pubblica, l’edilizia scolastica, la viabilità e i trasporti, la gestione territoriale e ambientale, il sociale.

Altro punto toccato dall’incontro savonese il federalismo demaniale: dovranno passare ai comuni entro il prossimo giugno molte proprietà del demanio: immobili, spiagge, caserme etc. Non si sa però in che modo e attraverso quali procedure: mancano i decreti attuativi. Altro tema il federalismo fiscale: nuove entrate locali, ma dal 2014.

I comuni sono obbligati a pagare i fornitori entro 60 giorni, ma con il taglio dei trasferimenti erariali e regionali e i vincoli del Patto di Stabilità si troveranno a non poter ottemperare a tale obbligo. Per ovviare a questo problema a luglio Anci aveva definito con il governo un accordo – poi disatteso da Tremonti – per cercare di gestire gli effetti della manovra. L’accordo prevedeva la possibilità per i comuni di utilizzare i residui passivi (cioè le spese impegnate ma non ancora effettuate) e di poter introdurre la cedolare secca (nuova imposta municipale sugli immobili con aliquota fissa al 20% sui canoni di locazione) e l’imposta comunale, come previsto dal federalismo fiscale.

Tra gli aspetti innovativi della Finanziaria l’accertamento tributario da parte dei comuni: in tutti i comuni superiori ai 5000 abitanti dovranno essere istituiti i Consigli tributari (quelli più piccoli li costituiranno in forma associata) che contribuiranno all’accertamento tributario e contributivo, in pratica alla lotta all’evasione partendo dal livello locale. In caso di accertamento di evasione il Comune riceverà per il suo servizio solamente il 33% delle sanzioni e comunque dopo la riscossione della somma evasa.

Infine la stretta sulle società partecipate: dai comuni devono essere dismesse entro dicembre 2011 nei comuni superiori ai 30mila abitanti, quelli tra 30mila e 50mila possono avere una sola partecipata. Non ci sono limiti per quelli più grandi. In ogni caso le partecipate devono servire solo per finalità strettamente istituzionali.

Redazione
23 Novembre 2010 alle 19:01
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