
Cairo M. Mobilità scongiurata. Alla fine dopo una lunga discussione ed un confronto assai difficile il tanto atteso accordo per Ferrania è stato raggiunto. Niente più mobilità per i 225 lavoratori dello stabilimento cairese ed il via ad una rivitalizzazione dell’accordo di programma per arrivare a definire il percorso industriale di rilancio. Previsti altri due anni di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti, una cassa per crisi e non per ristrutturazione, per la quale si attende la convocazione presso il Ministero del Lavoro con la firma della misure di ammortizzatori sociali.
Entro 30 giorni dovrà quindi essere stilato il nuovo piano industriale, anche alla luce del rifinanziamento di alcuni bandi che dovrebbero arrivare con la riunione del Cipe in programma per domani mattina, così come anticipato dal Ministero. In relazione alle novità emerse si dovrà arrivare ad un nuovo modello di business per la rinascita di un polo industriale per Ferrania. Per quella data dovrà essere presentata una bozza di accordo al vaglio delle parti. Tra le ipotesi è la creazione di una New.Co Ferrania con al centro il fotovoltaico, con dentro la stessa Ferrania Solis e la società E On del gruppo Assofond.
Al vertice romano hanno partecipato l’azienda con l’ad Giuseppe Cortesi, gli assessori regionali Renzo Guccinelli e Enrico Vesco e i rappresentanti delle istituzioni locali con a capo il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza e l’assessore Paolo Marson, oltre ad alcuni consiglieri provinciali, sindaci della Valbormida e il direttore dell’Unione Industriali Luciano Pasquale.
Nel corso della riunione ha prevalso il muro comune degli enti locale, che hanno spiegato al ministero la volontà politica di tener fede agli accordi presi poco più di 14 mesi fa e, quindi, chiedendo quindi al gruppo Messina il ritiro della procedura di mobilità.
“Era il miglior risultato ottenibile – ha detto il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza -, l’azienda è venuta meno alla sua linea intransigente ed in sede ministeriale siamo riusciti a trovare una intesa sulla difficile vertenza. Questa è stata una vittoria del territorio, credo che senza la mobilitazione dei giorni scorsi questo accordo sarebbe stato impossibile”. “Per quello che riguarda la Provincia, con questo primo cambio di rotta, potrà ripartire il discorso sulle opere infrastrutturali previste per lo sviluppo industriale dell’area”