
Savona. Il fallimento dell’azienda della quale era amministratore delegato aveva rappresentato quasi la fine di un “sogno tecnologico” tutto italiano. Quando nel maggio 2000 Riccardo Ravelli aveva creato la “Planetsec”, un’azienda che prometteva agli utenti una connessione ad internet veloce senza occupare la linea di casa, infatti si era parlato di una vera e propria rivoluzione. In pochi mesi però i buoni propositi della Planetsec erano andati distrutti e, nel dicembre 2001, l’azienda era stata dichiarata fallita.
Da quel momento erano iniziati i guai giudiziari per l’amministratore della società, Riccardo Ravelli, 40 anni, originario di Lecco ma residente a Loano, irreperibile da tempo, che era stato rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta. Secondo il quadro accusatorio infatti l’imputato avrebbe distratto il capitale sociale dell’azienda, pari a 300 mila euro, e le giacenze di magazzino (mobili, computer e altri macchinari) per altri 208 mila euro. In più avrebbe fatto sparire un server Cisco 5300, valutato all’epoca 415 milioni di vecchie lire, esportandolo in Spagna senza autorizzazione, un altro macchinario da 10 milioni di lire.
Inoltre, sempre secondo l’accusa, avrebbe distratto i pagamenti degli utenti del servizio Internet per un totale di altri 500 milioni di lire. Questa mattina l’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Stipo, per l’accusa di bancarotta, è stato condannato dal Collegio dei Giudici del Tribunale savonese a quattro anni e 6 mesi di reclusione. A Ravelli inoltre è stato imposto il pagamento alle parti offese (32 in tutti, tra cui molti savonesi) di una provvisionale di 100 mila euro per il risarcimento del danno, il cui definitivo ammontare sarà da concordare in sede civile.
Nei confronti dell’imputato resta ancora aperto un altro procedimento che lo vede imputato, per vicende collegate a questa, per truffa e millantato credito (secondo l’accusa Ravelli in certe occasioni si faceva passare per ingegnere o avvocato e svolgeva consulenze senza averne titolo). Il processo per queste ipotesi di reato sarà celebrato il prossimo 22 marzo nel tribunale savonese davanti al giudice Marco Canepa.