
Genova. “Ho deciso di rassegnare le dimissioni dal Partito Democratico e conseguentemente, ho consegnato al Presidente Claudio Burlando la lettera con la quale, per doverosa coerenza, rimetto le deleghe quale Assessore alle Infrastrutture”: queste le parole di Ezio Chiesa che definisce questa una decisione “irrevocabile”.
“Era mia intenzione convocare una conferenza stampa al riguardo nella giornata di oggi – scrive in un comunicato Chiesa – ma l’alluvione di lunedì che ha colpito così pesantemente numerose località della nostra Provincia mi impone di rimandare l’appuntamento con la stampa alla prossima settima. Credo che in queste giornate la Giunta regionale e gli organi d’informazione siano impegnati in problematiche ben più importanti. Nel contempo informo di aver rassegnato le dimissioni anche dal Gruppo Consigliare del Partito Democratico e di aderire al Gruppo Misto”.
Ecco il contenuto integrale della lettera inviata dall’ormai ex assessore regionale al presidente Burlando: “In merito alle polemiche dei giorni scorsi riguardanti il tracciato della Gronda di Ponente non posso che fare alcune considerazioni e prendere una sofferta decisione. Dal momento in cui la Giunta è stata insediata ed io ho ricoperto l’incarico di Assessore alle Infrastrutture, sono stati attivati provvedimenti (Pris) e una serie di iniziative per accelerare la realizzazione dell’opera ritenuta strategica dalla Regione Liguria, Comune di Genova e dal sottoscritto. Non a caso sono in corso una serie di incontri tematici proposti e programmati dall’Assessorato Infrastrutture con tutti i soggetti interessati che hanno lo scopo di individuare in tempi brevi le eventuali problematiche e cercare di risolverle”.
“Una semplice dichiarazione peraltro pertinente in quanto ho sempre ritenuto opportuno dividere il ruolo tra amministratori e funzionari ha scatenato una reazione da parte dell’amministrazione comunale di Genova credo ingiustificata e controproducente. Sollecitare il Partito Democratico in un momento tanto delicato mi sembra una prevaricazione nei confronti di valenti tecnici impegnati non certo ad ostacolare la Gronda di Ponente, bensì a svolgere il loro lavoro in modo scrupoloso e serio. Ritengo opportuno non rispondere al Comune e a quello che sino a oggi è il mio partito evidenziando le numerose problematiche che la Gronda comporta e che credo sarebbe giusto rendere note. Al fine di evitare che tu stesso posso diventare il terminale di numerosi attacchi, vedi il riferimento alla mancata firma del Protocollo, in seguito alla decisione del ministero delle Infrastrutture di stralciare il tunnel Rapallo-Fontanabuona, ho deciso di rassegnare le mie, irrevocabili, dimissioni”.
“Resta ferma la fiducia nei tuoi confronti – scrive ancora Chiesa – e l’assicurazione che nel proseguo della legislatura non verrà di certo a mancarti il mio appoggio. Ti chiedo infine di continuare l’impegno nei confronti di due importanti opere, attese nel mio territorio, quali il prolungamento di Viale Kasman e il tunnel Rapallo-Fontanabuona indispensabile per risolvere i problemi del Tigullio e fare ripartire l’economia”.