
Savona. La riduzione dei collegi elettorali per le elezioni provinciali fatta dalla destra al Governo è una operazione demagogica che non taglia i costi della politica, ma sacrifica fortemente la rappresentanza territoriale”. Lo dicono all’unisono Livio Di Tullio, segretario provinciale del Partito Democratico savonese, e Marco Russo, Capogruppo del Pd in Provincia.
La riforma, sottoposta ieri all’attenzione dei consiglieri provinciali di Savona, riduce da 25 a 19 i collegi elettorali, diminuendo di conseguenza il numero dei consiglieri che siederanno nel prossimo Consiglio provinciale. Ma dividere il territorio in collegi elettorali, con i vincoli posti dalla nuova normativa (ogni collegio dovrà avere un numero di elettori compreso tra i 12.000 e i 17.000), ha costretto la Prefettura di Savona a elaborare una proposta che, ad esempio, accorpa parte dell’entroterra albenganese a Borghetto Santo Spirito, Cairo e Dego a Sassello, Bardineto a Loano, Altare e Mallare a Spotorno e Noli. Anche alcuni quartieri di Savona verranno “smembrati”.
“Tutto questo per ottenere un risparmio ridicolo – osserva Marco Russo, che ieri, durante la riunione dei gruppi consiliari, ha fatto mettere a verbale la sua posizione come Capogruppo del Pd -. Deve essere molto chiaro ai cittadini che la scelta di ridurre i componenti degli organi rappresentativi non ha alcun rilievo economico ma riduce pesantemente la capacità di rappresentanza delle assemblee elettive e quindi incide sul funzionamento della democrazia, in modo del tutto ingiustificato”.
“Il Governo di destra dimostra con questa riforma di essere demagogico e di essere sempre più ostaggio della Lega – rincara la dose Livio Di Tullio -. Altro che governo del fare, è il governo degli annunci strillati e vuoti. Durante la campagna elettorale per le provinciali, Berlusconi girava in lungo e in largo per le piazze d’Italia urlando che le Province andavano abolite in quanto enti inutili. Una volta occupate le poltrone, però, la Lega Nord lo ha convinto a cambiare idea e a un anno e mezzo di distanza le Province sono sempre lì. Oggi arriva questa riforma, che nel nome di un risparmio che invece non ci sarà, sacrifica la rappresentanza territoriale, rivelando tutto lo sprezzo del Governo di destra verso quei territori di cui a parole si fa paladino”.