
Savona. “Penso che occorra impegnarsi di più e che certe polemiche, come quelle recenti nella nostra diocesi, non giovino a nulla, danneggiando inutilmente l’immagine della chiesa locale”. Le parole del vescovo della Diocesi di Savona-Noli Vittorio Lupi non sono andate giù al grande accusatore della chiesa savonese Francesco Zanardi, che sul caso pedofilia ha prontamente risposto con una lettera aperta.
“Con tutto il rispetto Monsignore – inizia la missiva -, nelle sue parole trovo solo un tentativo di recuperare una situazione sfuggitale dalle mani. Ma non vedo in che modo possa rimediare in quanto non si intravede alcun serio tentativo di estirpare il fenomeno degli abusi sessuali nel clero savonese. Lei propone di dimenticare tutto e ricominciare, due Ave Maria, un Padre Nostro e tutto si ricomincia da capo. E intanto nuove vittime si aggiungeranno a questo triste calvario. E nessuna riparazione lei offre alle vittime delle malefatte dei sacerdoti e degli altri ecclesiastici della diocesi di Savona-Noli”.
“Io rimprovero non solo a lei, al quale comunicai il problema già nel 2007, quando era Vescovo Eletto della Diocesi, ma anche a Mons. Calcagno, al quale comunicai già nel 2001 il problema, di non essere intervenuti subito di fronte ad un problema così grave. Lei ha aspettato che scoppiasse lo scandalo mediatico e giudiziario. Quindi a lei interessa solo lo scandalo. Non le interessa affatto che vengano prevenute ed estirpate le violenze pedofile e assicurati alla giustizia gli ecclesiastici criminali”.
“Ora lei dice di essersi impegnato, ma a me pare che lei abbia solamente reagito davanti ad una evidenza abbagliante, cercando di salvare il salvabile. Credo che se lei volesse recuperare la situazione per prima cosa dovrebbe dare esempio di pentimento, aiutare le vittime conosciute, sistemare le relazioni della diocesi con altri pregiudicati tuttora sacerdoti, diaconi, seminaristi e catechisti. Lei dovrebbe cercare di capire cosa è accaduto negli ultimi 50 e più anni a Savona, come ho fatto io. Capire e rimediare”.