
Savona. Si apre un nuovo filone nell’inchiesta su preti e pedofilia nella Diocesi di Savona. Da ieri infatti c’è un nuovo indagato per presunti abusi sessuali in parrocchia. Si tratta di un 63enne savonese, Franco Briano, postino in pensione che da moltissimi anni è un collaboratore della parrocchia di San Dalmazio a Lavagnola. L’uomo ieri è stato ascoltato per circa due ore, dal sostituto procuratore Alessandra Coccoli, al sesto piano di Palazzo di Giustizia. Un interrogatorio fiume nel corso del quale avrebbe ammesso le prorie responsabilità.
Gli episodi contestati a Briano risalirebbero però a più di 13 anni fa. Solo ora le vittime, quattro secondo quanto trapela, hanno trovato il coraggio di raccontare di quelle “attenzioni” particolari che ricevevano dal collaboratore della parrocchia. Secondo quanto denunciato Briano avrebbe abusato dei bambini nel corso di alcune gite in camper che lui stesso proponeva alle famiglie che frequentavano la chiesa. Nessuno ci aveva mai visto nulla di strano se non un gesto di gentilezza verso chi, magari, non poteva permettersi di portare i figli in vacanza. Invece quei viaggi avrebbero nascosto delle altre intenzioni e sarebbero sfociate nelle violenze (nessun bambino sarebbe però stato costretto a dei rapporti sessuali).
L’uomo al termine dell’interrogatorio, nel quale è stato assistito dall’avvocato Luca Morelli, è stato riaccompagnato a casa dagli agenti della polizia che nel pomeriggio avevano bussato a casa sua. Per ora è libero e il pm non ha ritenuto di dover prendere per il momento provvedimenti restrittivi nei suoi confronti (anche perché i reati potrebbero essere prescritti). Intanto la polizia, a casa dell’uomo, ha sequestrato un pc che potrebbe contenere immagini pedopornografiche.
Questo nuovo filone di inchiesta su chiesa e pedofilia prende le mosse dalla denuncia contro N.G., il sacerdote accusato di abusi da Francesco Zanardi. Proprio le denunce di Zanardi e di Don Lupino avrebbero spinto anche le vittime a parlare e a raccontare quello che gli era successo. Da qui la decisione della Procura di sentire Briano.