
Cairo. Il Comitato Ambiente Salute Valbormida, relativamente alla vicenda dei lavoratori Ferrania che è stata discussa ieri a Cairo Montenotte, nel Consiglio Comunale aperto a tutti i Comuni ha predisposto un documento nel quale ha sottolineato che “la problematica legata alla conservazione di un posto i lavoro per i 225 dipendenti Ferrania recentemente messi in mobilità è una questione centrale, non solo per i lavoratori e le loro famiglie, ma per tutta la comunità valbormidese. La vicenda deve essere affrontata e risolta unendo gli sforzi di tutti: lavoratori, cittadini, istituzioni locali, regionali e statali; la soluzione del problema può essere trovata solamente assicurando a tutti i lavoratori un posto di lavoro a tempo indeterminato nel variegato tessuto economico della Valle Bormida e dei territori limitrofi”.
“Rinnovare la cassa integrazione ad oltranza non è una soluzione, oltre ad essere poco gratificante e dignitoso per i lavoratori che ne sono beneficiari, rappresenta solamente un potente strumento per la Proprietà Ferrania che, con l´assenso dei vertici di CGIL, CISL e UIL, vuole tenere in ostaggio un´ intera Comunità, al fine di far approvare piani industriali ad alto impatto ambientale od accaparrarsi contributi economici e finanziamenti regionali e statali” scrive il comitato.
“Ieri la centrale a carbone oggi la centrale a biomassa da 10 MWe: questi sono i progetti che a tutti i costi si vogliono realizzare sul sito Ferrania, pur conoscendo l´elevato prezzo che dovrà pagare la Comunità Valbormidese in termini di salute, aumento della mortalità e peggioramento della qualità della vita. Progetti ad alto impatto ambientale che in nessun modo si possono barattare con i posti di lavoro, in quanto il nostro territorio presenta già, allo stato attuale, condizioni ambientali e sanitarie critiche, testimoniate dall´elevato numero di decessi e malattie collegate all´inquinamento atmosferico”.
“Centrali a biomasse ed a carbone porteranno solamente benefici economici per i loro promotori, mentre comprometteranno le attività di chi oggi, con grande sforzo e fatica, sta cercando di rilanciare la Vallebormida mediante progetti nel settore turistico, ricettivo e nelle produzioni agro alimentari tipiche. La presenza, inoltre, di industrie ad alto impatto ambientale, esclude la possibilità di insediamento di realtà produttive incompatibili con un territorio compromesso, nella sostanza e nell´immagine, da un inquinamento diffuso”.
“Un lavoro per i dipendenti Ferrania e progetti di sviluppo a basso impatto ambientale, sono questi i due obiettivi che devono essere al centro dell´azione politica ed amministrativa di tutti i soggetti che hanno a cuore il futuro della Vallebormida e dei suoi abitanti” conlcude il comitato.