
Savona. Si è chiuso questa mattina, in Tribunale a Savona, con tre condanne ed una assoluzione il processo per il fallimento dell’agenzia marittima Silvermar di Savona. Cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’inabilitazione per 10 anni, è la pena inflitta a Angelo Caracciolo, 63 anni, savonese, per le accuse di truffa, circonvenzione di incapace e bancarotta fraudolenta aggravata. Due anni, sei mesi e 400 euro di multa invece la pena per Giuseppe Capasso, anche lui sessantatreenne, di Caserta (per lui l’accusa è di circonvenzione di incapace). Angelo Alberti infine è stato condannato a due anni, 3 mesi e 300 euro (sempre per l’accusa di circonvenzione di incapace). Assolto invece, per non aver commesso il fatto, il quarto imputato del processo Giovanni Invincibile, di 56 anni.
Il pm Ubaldo Pelosi nel corso dell’ultima udienza aveva chiesto quattro condanne per complessivi ventidue anni e due mesi di reclusione. Il giudice ha anche previsto che Caracciolo risarcisca la parte civile, T.S. (l’imprenditrice savonese di 54 anni che, sofferente di una grave malattia è stata raggirata), con 50mila euro. L’altra persona che si è costituita come parte civile nel processo, F.M., sarà invece risarcita da Capasso e Alberti con 10 mila euro.
Secondo il quadro accusatorio l’imprenditrice, tutelata dall’avvocato Fabrizio Vincenzi, dal 2002 al 2005, in concomitanza con l’aggravarsi della sua malattia, sarebbe stata costretta a compiere (spesso firmando fogli in bianco) azioni che portarono a un irreversibile dissesto della Silvermar. Dall’acquisto attraverso dei mutui di immobili, fino alla sparizione di libri contabili, libretti di assegni e beni societari. Secondo l’accusa gli imputati avevano distratto beni dell’azienda per 420 mila euro.
Un quinto imputato, Giovanni Ferrazin, di Savignano sul Rubicone era stato invece condannato, in sede di udienza preliminare, a un anno e 4 mesi e all’interdizione dei pubblici uffici.