
Liguria. Legambiente torna ad attaccare il senatore e sindaco di Albisola Franco Orsi, questa volta sulle esternazioni rilasciate dall’esponente del Pdl sugli eventi alluvionali che hanno colpito il levante savonese ed il ponente genovese.
“Si parla di estrazione del materiale litoide senza nemmeno sapere cosa ciò comporti dal punto di vista idrogeologico: tutte le volte che si scava in un fiume o torrente senza che vi sia un sovralluvionamento conclamato dalle autorità competenti come le Autorità di bacino, e di certo i Sindaci non hanno tali competenze, si fa un danno, anzi più danni. Sicuramente scavando e raddrizzando un alveo si accelera la discesa delle acque di piena aumentando la violenza di quest’ultima con conseguenze tragiche per gli abitati a valle” afferma l’associazione ambientalista.
“Nel caso poi di foci di fiumi e torrenti con un minimo di pianura scavando si favorirebbe il richiamo di acqua salata dal mare con la conseguenza della salinizzazione delle falde”.
“Il senatore dimostra poi di non conoscere affatto le dinamiche legate alla vegetazione in alveo – prosegue la nota del Presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti e del Responsabile Assetto Idrogeologico e Aree Protette di Legambiente Liguria Alessandro Poletti -: fatta eccezione per tratti particolarmente strozzati e artificializzati, dove la stessa può effettivamente fare “tappo”, o fatta eccezione anche per i tronchi secchi o pericolanti, la vegetazione in alveo ha una funzione positiva, ossia quella di rallentare e contenere le piene, impedendo anche in questo caso che l’acqua prenda velocità con conseguenze disastrose a valle”.
Per Legamabiente serdono interventi di manutenzione ordinaria e frequente con criteri di taglio selettivo della vegetazione, e quindi non “a raso” come vorrebbero certi amministratori. “Se fiumi e torrenti della Liguria esondano non è perché alle foci ci sono alcuni SIC, oltretutto Aree Protette riconosciute dall’Unione Europea e non solo per proteggere le “paperelle”, ma a causa del fatto che in Liguria si è costruito troppo e male, e i nostri corsi d’acqua, nei tratti terminali, sono assediati dal cemento”.