
Albenga. Ad Albenga, da lunedì, il suono della campanella vorrà dire anche mensa scolastica. Infatti riprenderà nelle scuole il servizio pasti, erogato dal Comune attraverso la “CIRfood”, per i bambini che, ad oggi, sono iscritti all’asilo nido comunale, alla scuola dell’infanzia e alla scuola elementare. Manca all’appello la scuola media, che, quest’anno, prevede un orario di lezioni distribuito su sei giorni alla settimana, senza più i rientri pomeridiani. Mentre all’asilo nido comunale (orario di apertura 7.45 – 16.00) la retta mensile prevede anche la mensa, alla scuola comunale dell’infanzia (orario di apertura 8.00 – 16.30), non c’è retta scolastica ma è prevista la possibilità di uscita del bimbo all’ora di pranzo, per andare a mangiare a casa, oppure la mensa a tariffa comunale. Alle scuole elementari, invece, funziona diversamente. La famiglia, infatti, al momento dell’iscrizione, può scegliere o il tempo pieno, 5 giorni alla settimana per 40 ore complessive, oppure il modulo a curricolo minimo di 24 ore (senza mensa o con una mensa) oppure a curricolo integrato (30 ore con due mense).
Dei due circoli didattici presenti sul territorio, alle elementari, il I^ circolo offre entrambe le opzioni formative, con 4 sedi, in Via degli Orti e a Leca (con T.P. o modulo con una–due mense alla sett.), Carenda e Campochiesa (solo modulo con una mensa alla sett.). Il II^ circolo, invece, offre solo l’opzione del “modulo e due mense alla settimana” con tre sedi (T.Paccini, Bastia e Vadino). Sia chiaro che, nel modulo, non è obbligatoria la mensa a scuola. Infatti i genitori possono andare, come ai vecchi tempi, a ritirare i bambini per l’ora di pranzo, riaccompagnandoli poi a scuola per il rientro pomeridiano. Oltretutto, resta anche la possibilità di scegliere per il proprio figlio la frequenza di 24 ore senza mensa. Lo prevede la legge.
Quest’anno, ad Albenga, nella scuola dell’infanzia, usufruiranno della mensa scolastica a Campolao 111 bambini, a Via degli Orti 100 bambini, a San Fedele 15 bambini, a Leca 65 bambini. Alle scuole elementari, invece, nel I^ circolo si fermeranno a mensa 251 ragazzi per il tempo pieno e 248 ragazzi per il modulo (con una o due mense). Nel II^ circolo, infine, mangeranno a scuola 419 ragazzi (con due mense). Il regolamento comunale, recentemente approvato con le nuove tariffe per la mensa scolastica, prevede due fasce, a seconda del tetto minimo di ISEE di 5.500 euro. Al di sotto di questo valore, si paga 1.50 euro a pasto, al di sopra 4.20 euro a pasto. Pagano anche le famiglie che presentano un ISEE pari a zero. E pertanto, ad Albenga, nel 2011-2012, pagheranno 1.50 euro 189 bambini (113 extracomunitari – 76 italiani) con ISEE inferiore a 5.500 euro e 39 bambini (22 extracomunitari – 17 italiani) con ISEE uguale a zero.
Il Comune, proprio in questi giorni, sulla scorta anche di qualche protesta avanzata da alcuni genitori, ha inteso proporre un quesito al Ministero dell’Istruzione, in merito all’obbligatorietà della mensa scolastica per i bambini iscritti alla scuola elementare. “Nelle classi organizzate con attività scolastiche pomeridiane cosiddette a tempo pieno – dichiarano in una nota pervenuta dal Ministero dell’Istruzione – il monte ore complessivo comprende sia le ore destinate agli insegnamenti sia il tempo dedicato alla mensa. Ne deriva che gli alunni siano tenuti all’obbligo di frequenza, per l’intero orario settimanale previsto per la classe cui sono assegnati. Quanto precede riguarda, per logica ed in via ordinaria, coloro che hanno fatto richiesta di un tempo scuola anche con ore pomeridiane. Coloro, però, che si trovano in condizione di non poter fruire del servizio mensa a pagamento per ragioni economiche, possono essere autorizzati dalla scuola, in via eccezionale, ad assentarsi per andare a casa d’intesa con le famiglie (ovvero a consumare a scuola, in un locale dedicato, quanto portato da casa), ferma restando la frequenza delle lezioni e delle attività pomeridiane”.