
Quiliano. “I lavoratori sono gli attori principale di questa vicenda ma sono anche molto amareggiati in una situazione in cui si dice che il loro lavoro altamente specializzato e qualificato, contribuisce a fare ammalare la comunità. Su questa vicenda si è parlato a sproposito, spesso ci si dimentica che il cittadino lavoratore è dentro a questa azienda” ha detto Fulvio Berruti segretario provinciale Fictem Cgil a margine dell’incontro presso il comune di Quiliano a cui hanno preso parte le organizzazioni sindacali di categoria e il gruppo di lavoro misto costituito dai comuni di Vado Ligure e Quiliano per monitorare la situazione di Tirreno Power. 80 i lavoratori della centrale che hanno voluto assistere alla riunione che si è svolta presso la Sala Giunta. In molti sono rimasti fuori dal palazzo comunale.
“I lavoratori non stanno zitti senza far niente. La loro presenza oggi non ha i tratti del presidio e della mobilitazione. Sull’ampliamento l’opinione dei lavoratori è quella non di un sì a prescindere, noi siamo per dire che l’azienda ha un progetto importante che non può passare sopra la testa delle comunità ma bisogna aprire un confronto serio tra le istituzioni e gli enti locali”.
“Se dal confronto nascesse l’obbligo di passare obbligatoriamente al ciclo combinato, questa eventualità porterà dei problemi anche a noi ma non credo che da parte dell’azienda ci sia un ricatto occupazionale”.
“In Tirreno Power tra il 2009 e il 2010 ci sono state 40 assunzioni vere a tempo indeterminato a fronte di cassa integrazione in varie aziende intorno alle 1000 unità. Questo non significa che al padrone buono bisogna far fare tutto quello che vuole. Certe iniziative industriali devono confrontarsi con il territorio. L’azienda ha sbagliato a cercare facili consensi. Anche grazie ad una nostra iniziativa invece il 30 settembre è previsto un tavolo di confronto in Regione” ha concluso Berruti.