
Varazze. Dopo che, nella giornata di ieri, è arrivata la notifica di sospensiva del Tar che, accogliendo le richieste di alcuni abitanti del comprensorio, impone al locale “Orizzonte” di Varazze di spegnere la musica all’una di notte, a sostegno dei gestori del locale scendono l’Ascom e l’associazione Albergatori di Varazze.
“A proposito della notifica di chiusura del dancing Orizzonte dei Piani d’Invrea di Varazze esprimiamo il nostro disappunto e la solidarietà alla Famiglia Bruzzo che gestisce il ritrovo, e per i circa 50 dipendenti senza, oltretutto, quantificare tutti coloro che a Varazze lavorano nel pre e post-serata, grazie al movimento di turisti e residenti che frequentano il locale” spiegano Marilena Ratto, presidente di Ascom, e Andrea Bruzzone, presidente degli Albergatori.
“Riteniamo che per il nostro turismo sia fondamentale l’intrattenimento ed il divertimento e che l’Amministrazione Comunale abbia il dovere di adottare i provvedimenti necessari, i regolamenti e le deroghe in sua facoltà per la sopravvivenza di un locale che negli anni ha fatto la storia e ha dato lustro alla nostra città. Una decisione condivisibile sarebbe quella di adottare il ‘modello Alassio’, con un provvedimento che autorizzi in tutto il Savonese l’emissione di 75 decibel (il limite a Varazze è ora fissato a 50)” aggiungono Ratto e Bruzzone.
“L’Orizzonte, come altri locali della nostra provincia, è nato ben prima che vi fossero costruite le abitazioni, per cui chi acquistava casa nel Comprensorio dei Piani d’Invrea era cosciente a cosa andava incontro. E’ un po’ come se si comprasse casa vicino all’autostrada, alla ferrovia o a una fabbrica, successivamente si pretendesse di eliminarle. Per anni si è assistito a questo fenomeno e per un certo periodo si è riusciti nell’intento. Riteniamo che chi amministra il Comprensorio non sia solo l”Amministratore’ dei residenti ma anche l’amministratore dell’Orizzonte. E che quindi avrebbe dovuto essere suo dovere tentare una conciliazione tra le parti cercando un compromesso di buon senso che avesse permesso al locale di rimanere aperto, magari spiegando ai residenti che, forse, 20 serate all’anno potevano essere tollerate” osservano i presidenti delle due associazioni.
“Invece risulta che anche l’amministrazione del Comprensorio abbia agito contro l’Orizzonte, senza peraltro avere una delibera di maggioranza dell’Assemblea che avvallasse una tale decisione. In ultimo ci sembra veramente paradossale che la Famiglia Bruzzo, sempre nell’intento di smorzare gli attriti con i vicini, abbia speso ben trentamila euro per insonorizzare il locale, abbia incaricato un tecnico per effettuare le misurazioni che sono risultate nei limiti di legge, abbia ripetutamente chiesto agli enti competenti di eseguire gli accertamenti. Ma non sia riuscita a dirimere la questione” concludono Bruzzone e Ratto.