
Vacanze di Ferragosto mordi e fuggi per tanti italiani, con le grandi città semivuote ma non proprio deserte e con un occhio alla spesa, anche quella del tradizionale pranzo di Ferragosto, che per la prima volta negli ultimi dieci anni vedrà una contrazione.
Strategie familiari in tempo di crisi, che però si incontrano anche con l’invito del vescovo di Aosta, monsignor Giuseppe Anfossi: “Camminare di più e mangiare di meno. Ormai polarizziamo molto, all’italiana, feste e ricorrenze sul cibo”.
Da un’indagine del Codacons emerge come il 50% delle famiglie pranzerà in casa, mentre solo il 20% dei cittadini passerà il Ferragosto al ristorante, con una spesa media di 32 euro procapite. In crescita infine il numero di consumatori che trascorrerà la giornata in spiaggia rinunciando al classico pranzo di metà agosto (15%).
Secondo i dati elaborati da Telefono Blu, sono 35 milioni gli italiani in vacanza in questo Ferragosto, ma per 10 milioni si tratta di una pausa di pochi giorni mentre per molti le ferie sono già finite: tanto che già da domenica sarà bollino rosso per i ritorni.
Anche se è prematuro fare un bilancio definitivo, il calo di presenze è quantificato pari a 3 milioni rispetto allo scorso anno, con una contrazione della spesa pari ad un meno 5% sul 2009. Gli alberghi registrano una flessione del 2%, mentre sono piene di ospiti le abitazioni in affitto e soprattutto le seconde case.
Ma non per tutti è crisi: in 4 milioni hanno scelto di andare all’estero, con mete preferite l’Europa e il Mediterraneo. I turisti stranieri in Italia sono circa 3,5 milioni con un quasi 4% in più. Gli italiani si confermano comunque amanti del mare: in 24 milioni sono sulle spiagge e nelle isole, il resto è sparpagliato in montagna, nelle città d’arte, ai laghi e in collina, mentre gli agriturismi tengono con 200 mila presenze grazie anche, sottolinea Coldiretti, alle “bellezze” enogastronomiche.
Fra le strutture ricettive crescono i residence, meno costosi degli alberghi e meno spartani degli agriturismi. Nelle città i bed&breakfast continuano ad aumentare. Al lavoro sono rimaste poco meno di 3 milioni di persone (oltre la metà nelle località turistiche). Le città più spopolate sono Milano (56%), Bologna (55%), Torino (54%), Roma (53%). I negozi chiusi nelle grandi città sono oltre l’80%, ma in alcuni quartieri si arriva anche al 95%. Tuttavia con la grande distribuzione non manca la possibilità di fare la spesa.