
Regione. E’ l’assessore regionale alle politiche sociali, Lorena Rambaudi, ad intervenire sul reparto di ostetricia e ginecologia di Albenga, dopo quelle che definisce “polemiche sterili e troppi personalismi” di questi giorni.
“Il piano sanitario della Regione è stato frutto di una deliberazione collettiva che ha visto compatti e uniti Giunta e Consiglio regionale in una proposta che ha l’obiettivo di razionalizzare le risorse come il governo centrale fortemente richiede – sottolinea la Rambaudi -. Un asse di razionalizzazione, seguendo parametri scientificamente incontestabili, riguarda il tema dei punti nascita affrontati con uguale misura in tutta la Liguria, che ha portato alla scelta di chiudere o non aprire reparti di ostetricia con un volume decisamente inferiore al parametro di mille parti all’anno, tutto questo in una logica di costi-benefici e di garanzie di sicurezza per le partorienti che devono aver garantita una rete di emergenza nel caso di complicazioni”.
“Capisco che emotivamente non piaccia agli albenganesi non poter nascere nella propria città o avere i propri cittadini costretti a spostarsi anche se di pochi chilometri; ma lasciamo il livello tecnico-scientifico a chi se ne capisce – prosegue l’assessore della giunta Burlando -. Il centrodestra non può essere così incoerente nei diversi livelli di governo in cui è presente secondo il ruolo che gioca (maggioranza o minoranza) ed invito gli amministratori di Albenga a chiedere la loro opinione ai Ministri Sacconi e Fazio che tagliano risorse e chiedono alle Regioni di ridurre la spesa sanitaria in particolar modo quella ospedaliera” conclude la Rambaudi.