
Liguria. La presentazione del IV rapporto annuale sulla sicurezza urbana si è intracciato con l’operazione contro l’ ‘ndrangheta che ha interessato pesantemente anche il territorio ligure. A riguardo la situazione del Savonese delinea una criminalità che importa strumenti e metodologie da investire in attività “border line” per assecondare i bisogni dell’economia locale, anche se certe modalità criminose di tipo estorsivo e tali da ascrivere a forme di criminalità organizzata sono più facilmente ravvisabili nell’area sanremese.
Nel savonese alla presenza di forme di infiltrazioni criminali nei gangli dell’economia lecita non fa seguito un’altrettanta percezione di illegalità diffusa da parte della cittadinanza. “La diffusione smodata – spiega il coordinatore dell’osservatorio regionale sulla sicurezza Stefano Padovano – dei punti specializzati per la pratica delle scommesse e dei giochi d’azzardo è moltiplicata in tutti gli esercizi commerciali: bar, tabaccherie, circoli privati, supermercati, perfino all’interno delle stazioni ferroviarie. Ma anche se si tratta di una pratica , seppure lecita sul piano delle autorizzazioni, consente una forma di controllo del territorio da cui deriva non solo la possibilità di riciclare i capitali frutto di proventi illeciti, ma di allargare una rete criminale che fa del prestito di denaro a tassi da usura una delle maggiori fonti di guadagno insieme al mercato degli stupefacenti”.
“I recenti episodi criminosi e i rapporti delle forze dell’ordine hanno evidenziato che la Liguria ha bisogno di un salto di qualità nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata: siamo già al lavoro per varare entro pochi mesi una nuova legge sulla sicurezza che interverrà in particolare sugli appalti e sulle problematiche sociali” sottolinea l’assessore regionale Claudio Montaldo.
“La Regione – aggiunge Montaldo – si propone di agire con determinazione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, partendo naturalmente da ciò che fanno le pubbliche amministrazioni, gli appalti, molto appetiti”.
Nei piani della Regione non c’é però solo l’intervento sulla leva economica: “vogliamo intervenire anche sulle sinergie tra tutti i soggetti in campo, dagli enti locali alle forze dell’ordine, comprendendo anche le associazioni radicate nei territori, che per la loro natura aperta e solidale sono un deterrente fondamentale contro la criminalità organizzata, basata sulla atomizzazione dei rapporti”. Della necessità di un salto di qualità, ricorda Montaldo, ci si era accorti in verità già due anni fa: “nel secondo rapporto sulla sicurezza urbana un intero capitolo era dedicato alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella provincia di Imperia”.