
Savona. “Nella nostra programmazione il ruolo del Santa Corona è garantito, e comprendo le parole del sindaco De Vincenzi che chiede uno sforzo istituzionale comune e di tutto il comprensorio per l’operazione del nuovo monoblocco”. Così l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo ha parlato al termine del Comitato dei sindaci dei distretti socio-sanitari del Savonese riuniti nella Sala Rossa di Palazzo Sisto a Savona per valutare il piano regionale previsto per il riordino delle strutture ospedaliere.
E sulla volontà del sindaco Federico Berruti di avere un nuovo ospedale San Paolo anche per Savona: “Mi pare che il sindaco Berruti abbia esposto questo problema in maniera giusta, per la Provincia di Savona servono due ospedali di certe dimensioni e serve guardare al futuro, anche perchè quello che si progetta oggi sarà operativo fra qualche anno, sulla base delle risorse a disposizione così come dei provvedimenti urbanistici che saranno necessari per i rispettivi Comuni” ha risposto l’assessore Montaldo.
“E’ fondamentale rinnovare le strutture con una certa prospettiva di tempo, in media nel mondo gli ospedali si cambiano ogni 20 anni, in Liguria si fa fatica a pianificare modifiche dopo quasi 50 anni – ha aggiunto l’assessore regionale alla salute -. Credo che con la definizione del piano regionale per le strutture ospedaliere si possa arrivare ad una soluzione di piena ottimizzazione per le specialità ed i servizi medico-sanitari nei vari territori”.
Alla fine della riunione il piano ha incassato l’ok dei distretti di Savona e Cairo, mentre quelli di Finale e Albenga si sono riservati di dare il via libera dopo aver valutato meglio il progetto per il nuovo Santa Corona: posti letto, reparti, specialità e servizi complessivi. Per il reperimento delle risorse necessarie alla costruzione del nuovo Santa Corona il sindaco di Giustenice, Ivano Rozzi, ha lanciato l’idea che i Comuni del comprensorio partecipino direttamente all’operazione immobiliare.
Quanto all’ospedale di Cairo Montenotte l’assessore regionale Montaldo ha escluso nuovi progetti, se non procedere con i piani sanitari pianificati per la Val Bormida, in primis le nuove sale operatorie.