
Celle Ligure. Alle telecamere di Ivg i racconti a caldo di un uomo che è riuscito a mettersi in salvo dopo l’incendio che ha colpito questa mattina l’autobus che viaggiava sull’autostrada A10 tra Varazze e Celle Ligure.
“Ero seduto tre file dietro la donna che ha perso la vita. Stavo viaggiando insieme a mia moglie e ai miei figli, volevamo trascorrere qualche giorno in Riviera al mare. Era una vacanza che aspettavamo da molto tempo, frutto di sacrifici e risparmi”.
L’uomo da nove anni in Italia, lavorava come operaio in un’azienza dell’hinterland milanese.
“E’ stato un infermo, come vivere uno dei peggiori incubi, non lo auguro a nessuno. L’incendio si è sviluppato con una rapidità impressionante. Stavamo viaggiando tranquilli, ormai mancavano pochi chilometri e saremmo finalmente giunti ad Alassio. Il fumo ha improvvisamente riempito l’abitacolo, era nero e denso, mancava l’aria, ci sentivamo soffocare”.
“Le persone hanno incominciato ad urlare e gridare per il panico. Fuori era buio, eravamo in galleria e questo ha contribuito ad aumentare la claustrofobia di molti che cercavano di uscire dal pullman.Il mio primo pensiero è stato mettere in salvo la mia famiglia e i miei figli, portarli fuori e ho fatto di tutto per farlo, anche se non si vedeva nulla”.
“Quando siamo usciti e ci siamo accorti che mancava una persona all’appello, è stato troppo tardi, le fiamme si erano impadronite del pullman. Non c’era più nulla da fare”.
Il gruppo di filippini in base alle prime indiscrezioni, aveva prenotato la vacanza da molti mesi. Venti euro ciascuno per un viaggio che si è concluso nel peggiore dei modi e che non porterà con sè certamente ricordi felici.