“Giorni tristi per l’Italia. Ormai da alcuni giorni si cerca disperatamente di dare, alla manovra finanziaria, una interpretazione tecnica e numerica, evidenziando i tagli che certamente ci sono e anche le maggiori imposte che gli Enti Locali saranno costretti a mettere in atto per far quadrare non solo i bilanci ma soprattutto per tenere insieme i propri cittadini, in una coesione di equilibrio tra i bisogni, le emergenze e una minimale attività di crescita.
Purtroppo è l’intera Italia che si è fermata, si è concluso definitivamente il ciclo della rinascita economica iniziato negli anni 60 e continuato sino agli anni 80 e da lì ad oggi solo più a sobbalzi, con grandi immissioni di denaro pubblico nel settore dell’industria e altri, con parziali controlli in quello finanziario, consentendo alla fine grandi distrazioni di fondi destinati allo sviluppo, arricchimenti e quant’altro.
Oggi si è chiuso un ciclo di storia. Non ce n’è più. Il miracolo italiano, perché di questo si tratta, se si vuole riproporre, dovrà ridisegnare integralmente un nuovo modello di società in quanto così si va verso l’eutanasia.
Quel che non si vuole comprendere è che come Nazione abbiamo impegnato il futuro, ciò che prendiamo oggi serve a derivare i debiti assunti almeno 4 /5 anni fa. Se fermiano l’orologio ad oggi non è escluso che il saldo del debito pubblico complessivo risulti di almeno il doppio. Senza un progetto chiaro, non si va da nessuna parte. Spostare le poste da un capitolo all’altro è panacea. Delegare agli Enti Locali a parità di saldi, il modo per farli quadrare è mera alchimia contabile.
Illudersi che l’accorpamento dei Comuni, la chiusura delle Comunità Montane, delle Province, l’eliminazione di funzioni e servizi Locali, del presidio del territorio, dell’espressione dell’identità di ciascuno di noi, del modo indispensabile al Cittadino di riconoscersi nei valori e anche nei ricordi, possa essere la soluzione, è pura demagogia “.
Il Sindaco di Giustenice
Ivano Rozzi