
Cairo M. Il sequestro preventivo dell’impianto di depurazione all’Italiana Coke di Cairo Montenotte mette in allarme i sindacati di categoria, anche alla luce dei piani di investimento industriali e occupazionali annunciati dall’azienda per il prossimo triennio.
E’ stato il segretario della Fictem-Cgil Fulvio Berruti ad intervenire, affermando la necessità di distinguere il livello giudiziario della vicenda, con le dovute misure che l’azienda dovrà prendere sul fronte della depurazione e della tutela ambientale, rispetto al programma di sviluppo di Italiana Coke, che rimane uno dei pochi presidi industriali con possibilità di crescita nel breve periodo.
In ballo, infatti, anche il progetto della copertura dei parchi a carbone con la possibilità di creare una filiera unica: dal terminal portuale, al trasporto, fino allo stoccaggio e alla realizzazione del prodotto finito.
“Come sindacato chiediamo di un tavolo istituzionale per Italiana Coke, con Regione Liguria, Provincia di Savona, Comune di Cairo Montenotte e le stesse organizzazioni sindacali di categoria. L’obiettivo è di arrivare ad un protocollo di intesa che possa unire le esigenze industriali e occupazionali con quelle ambientali e, fermo restando l’inchiesta giudiziaria in corso, arrivare a far quadrare il cerchio sull’Italiana Coke”.