
Cairo M. “L’Unione dei comuni tanto sbandierata dal sindaco Briano come l’unica soluzione per sopravvivere ai tagli del governo e delle prossime finanziarie altro non è che una palese contraddizione. Una clamorosa retromarcia che rimarca una volta di più la confusione con la quale il sindaco amministra il nostro comune”. Così, in una nota, la Lega Nord attacca il primo cittadino cairese.
“La Lega Nord di Cairo Montenotte considera eticamente incongruente la proposta dell’Unione con il solo scopo di ricevere fondi che, anche se provenienti dalla Regione e dallo Stato, sono sempre soldi pubblici, soldi dei contribuenti. Briano è stato l’unico a minare l’unitarietà della Val Bormida subendo supinamente l’uscita del suo comune dai servizi erogati dalla Comunità Montana a differenza di quanto fatto da altri comuni, che nonostante non avessero i requisiti richiesti si opposero con forza al piano regionale di riordino ottenendone il reinserimento” prosegue la nota.
“Cairo in questo modo ha favorito l’indebolimento della potenziale forza territoriale che la nostra zona avrebbe potuto esercitare nei confronti degli enti superiori. E’ doveroso ricordare che dei 18 comuni componenti la Val Bormida ben 17 hanno provveduto immediatamente attraverso delibere assunte dai propri organi consiliari a delegare 10 funzioni specifiche all’ente montano, allo scopo di razionalizzare i servizi in ottica di contenimento dei costi, mentre Cairo non lo ha fatto…”.
“Le Unioni di Comuni sancite dall’articolo 32 e 33 del Testo Unico degli Enti locali, D.L.vo 267/2000 – ricorda la Lega -, vengono definite come costituite da due o più Comuni con l’obiettivo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza. In altre parole i singoli comuni si uniscono e delegano alle Unioni dei compiti precisi. Il decreto conclude con l’ultimo e fondante dei poteri: alle Unioni competono gli introiti derivanti dalle tasse, dalle tariffe e dai contributi sui servizi ad esse affidati”.
L’Unione di Comuni proposta da Briano è frutto di una reale necessità o è un tentativo di ricopiare la Comunità Montana Alta Val Bormida dalla quale Cairo si è volutamente esclusa e mentre tutti gli altri comuni ne fanno parte a pieno titolo?” si chiede la Lega, che conclude: “Temiamo che essa risponda ad un progetto politico più ampio che tenda a dividere la Val Bormida in due rami. Crediamo che su questo tema si debba aprire un serio dibattito privo della solita retorica” conclude la nota della Lega.