
Vado Ligure. Dopo l’Open Day, giornata organizzata da Tirreno Power per far conoscere la propria realtà, il Moda ribadisce il no al CDr in centrale e spinge con fermezza sulla possibilità di chiudere i gruppi obsoleti a carbone.
In una nota il Moda fa presente che la centrale produce energia elettrica dagli obsoleti gruppi a carbone 3 e 4 che risalgono agli anni ’60 e che hanno subito una ristrutturazione in grado di abbattere solo parzialmente le emissioni.
Anche considerando i dati di Tirreno Power 2008 oggi i gruppi 3 e 4 per complessivi 660 MWe con un basso rendimento (36%) producono emissioni di SO2 con 5.123 tonnellate /anno e di NOX con 2.745 tonnellate/anno ed energia elettrica netta per 3.639 GWh/anno. Si tratta di valori di emissione assai elevati e di molto superiori a quelli prodotti dai gruppi della stessa centrale a CCGT (turbogas) che, pur di potenza superiore (760 Mwe) ad alto rendimento (57%), producono annualmente minori emissioni di NOx con 471 tonnellate/anno, e di SO2 con circa 90 tonnellate /anno ed energia elettrica di circa 2.659 GWh/anno.
Sempre secondo il Moda la vecchia tecnologia degli obsoleti gruppi 3 e 4 a carbone produce oggi circa 1,4 tonnellate di SO2 per Gigawattora netto venduto, 0,75 tonnellate di NOx per Gigawattora netto venduto.
La migliore tecnologia disponibile (BAT) CCGT (turbogas) produce oggi circa 0,018 tonnellate di SO2 per Gigawattora netto venduto;0,18 tonnellate di NOx per Gigawattora netto venduto
A parità di energia elettrica prodotta, i vecchi gruppi a carbone 3 e 4 producono circa 80 volte S02 in più rispetto alla migliore tecnologia disponibile a turbobas e circa 4 volte Nox in più rispetto alla migliore tecnologia disponibile a turbogas.
Nella nota segue poi un appello del Moda rivolto all’azienda e agli amministratori locali legato alla normativa europea che imporrebbe da più di 10 anni sugli impianti industriali, l’utilizzo della migliore tecnologia disponibile per ridurre l’inquinamento atmosferico e ottenere l’obbligatoria autorizzazione AIA, riducendo gli elevati costi esterni della centrale. Come dichiarato anche dai Sindaci di Vado e Quiliano nel 2009 i gruppi 3 e 4 non sono ristrutturabili con le nuove tecnologie per cui si imporrebbe la loro chiusura per lasciare così i gruppi a turbogas già esistenti che da soli con 760 Mw producono 2,700 Gwh/anno in eccedenza rispetto ai 1.450 Gwh/anno consumati in Provincia.
Conclude il Moda che il depotenziamento della centrale escludendo il carbone e lasciando gli attuali gruppi a gas metano, eviterebbe anche la possibilità di bruciare il rifiuto CDR in centrale possibile tecnicamente solo sui gruppi a carbone che aggiungerebbe ai fumi della centrale pericolose siossine e metalli pesanti.