
Liguria. E’ compattamente critica la giunta regionale sulla manovra correttiva proposta dal governo. A dar fuoco alle polveri è l’assessore al bilancio, Pippo Rossetti, che attacca: “Siamo tornati al 1976 quando la spesa pubblica era in mano ai ministeri. Ora se dobbiamo fare una strada o sponsorizzare un’iniziativa turistica, dovremo ritornare dal ministro”.
“In questi ultimi tre anni – prosegue Rossetti – i ministeri hanno contribuito a incrementare il debito pubblico dell’11% e ora è proprio lo Stato centrale a chiederci di tagliare, non su spese superflue, ma essenziali per l’economia locale. Non sostenere i servizi sociali vuol dire infatti assistere a pesanti ricadute sulle persone in difficoltà, ma anche sui livelli occupazionali”.
Per far fronte alle ripercussioni della manovra, l’assessore ha già annunciato la costituzione di “un apposito ufficio, costituito da funzionari del Bilancio e della Direzione centrale servizi giunta, per vagliare la spesa corrente e affrontare le situazioni di grave emergenza”.
Non dissimile la posizione del presidente Burlando, che tuona: “La manovra del Governo è impossibile da reggere per le Regioni ed è iniqua per le differenti quote di tagli previste: lo Stato paga solo il 2%, le Province il 3, i Comuni il 4, mentre le Regioni pagherebbero il 14%. Inoltre non è chiaro quanto taglieranno i ministeri dai loro capitoli, su ciò che viene trasferito alle Regioni”.
Secondo il numero uno dell’amministrazione regionale, la manovra si abbatterebbe sulla Liguria come un ciclone con tagli di circa 150 milioni di euro nel 2011 e di 200 milioni nel 2012. “Questo corrisponderebbe – rimarca il presidente – a ciò che spendiamo ogni anno per i servizi sociali, per le imprese, per la cultura, per gli investimenti e significherebbe avere enti che sono in vita ma solo per pagare gli stipendi, servizio prestiti e spese obbligatorie”.
Burlando ha annunciato iniziative con le gli enti locali, le parti sociali e gli imprenditori. “Deve essere chiaro a tutti che non si tagliano i costi della politica, ma la sussistenza di attività molto importanti come servizi sociali, investimenti, trasporto pubblico. Quando cittadini, imprese e, spero, lo stesso Governo si renderanno conto delle ripercussioni reali della manovra sull’esistenza della gente si capirà che non si può sostenere”.
Il presidente sottolinea che la Liguria ha chiuso il 2009 in pareggio, sia per quanto riguarda il bilancio regionale sia per il settore sanità “Pertanto – attaccato – se si è creato un buco nei conti dello Stato per una crisi sottovalutata, negata e nascosta, non si capisce perché a pagarne il prezzo siano proprio coloro che hanno tenuto i conti a posto”.
“Da oggi comunque – annunciato il presidente – bloccheremo i nostri fondi di bilancio in quanto non c’è più automatismo tra le voci iscritte a bilancio e la possibilità di spesa. Ci limiteremo agli impegni indispensabili per creare un polmone di disponibilità per le crisi più drammatiche”. Il presidente della Regione Liguria conclude poi: “Con la manovra è scomparso anche il contributo nazionale al fondo per la non autosufficienza, che da gennaio è scoperto. E ciò significa che anche l’invalidità rischia di non avere più alcun tipo di sostegno”.