
Finale Ligure. “La crisi la paghi chi l’ha provocata”. E’ il messaggio lanciato dal Partito Comunista dei Lavoratori che porterà Consiglio a Finale Ligure una discussione “per chiarire chi vuole con coraggio dissentire e difendere il futuro, non solo del pubblico impiego (prima vittima della manovra del Governo), ma di tutti i finalesi”.
“Una manovra finanziaria – attacca Matteo Piccardi, esponente finalese del Pcl – che ancora una volta non colpisce l’evasione fiscale, le spese militari ed i privilegi del Vaticano, ma grava ancora sui lavoratori, sui giovani, sui piccoli professionisti e sugli enti locali, tagliando pensioni, salari, diritti e servizi sociali. Stando al Sole 24 ore la manovra Berlusconi costerà circa 160 euro ad ogni finalese”.
“Mentre da molte parti nel Paese – prosegue – si è sollevato un dissenso (l’Associazione Sindaci Italiani ha indetto una grossa manifestazione), il nostro sindaco tace, perché vicino polticamente alle scelte impopolari e classiste del Governo. Il Pcl porterà la discussione in Consiglio per chiarire chi vuole con coraggio dissentire e difendere il futuro, non solo del pubblico impiego (prima vittima di questa manovra), ma di tutti i finalesi”.
“Chiediamo al Consiglio di votare contro la Finanziaria del Governo Berlusconi – si legge nel contenuto dell’ordine del giorno -, definendo tali provvedimenti economici non solo come impopolari e classisti, ma come un un’aggressione ai diritti individuali e collettivi di tutti i lavoratori del pubblico impiego; respingendo una finanziaria che strozza le casse comunali e pesa per circa 165 euro sulle spalle di ciascun finalese, rendendo sempre più gravoso il rispetto del patto di stabilità”.
“Invitiamo inoltre la maggioranza – continua – a disobbedire alla prossima manovra finanziaria del Governo perché risparmia i veri responsabili della crisi economica, ossia grande industria e sistema bancario, inviando così un segnale politico di solidarietà verso chi lavora negli uffici comunali e verso la popolazione finalese. Che il sindaco inviti con un documento ufficiale il Governo prima ad abbattere le spese militari ed i privilegi clericali, prima a tassare i grandi patrimoni e condurre una radicale lotta alla grande evasione fiscale, e solo poi eventualmente chieda un contributo a chi invece ha sempre pagato e si ritrova oggi con un presente precario”.