
Regione. “Non si possono mettere sullo stesso piano formiche e cicale. Noi abbiamo rispettato il patto di stabilità”. A dirlo è il presidente Burlando che oggi ha fatto appello al Consiglio regionale: “Auspico che una regione sobria come la nostra dia un segnale capace di incidere a livello nazionale”. Sulla manovra finanziaria è intervenuto anche Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie e controlli, patrimonio e amministrazione generale.
Rossetti ha snocciolato le cifre ricordando che i tagli nazionali vanno ad incidere su un bilancio già risicato e non potranno che, non essendoci altre possibilità impositive, andare a colpire gli enti locali e a cascata famiglie, imprese e servizi, in particolare di trasporto. Rossetti ha parlato anche di manovra come occasione per affrontare alcuni nodi della spesa storica.
“La manovra intacca la corrispondenza tra le funzioni esercitate dalla Regione e i fondi stanziati. – ha detto l’assessore – Segnalo in particolare la riduzione delle risorse per il diritto alla mobilità e per le infrastrutture pubbliche logistiche (rispettivamente 231 e 79 milioni a valere sugli stanziamenti del MEF) che colpisce pesantemente l’erogazione dei servizi ai cittadini: ferrovie regionali, investimenti per materiale rotabile, contratto di servizio con Trenitalia ed altro ancora. E’ evidente come questi tagli comporteranno la riduzione dei servizi di trasporto, con ripercussioni sull’occupazione nel settore e sui viaggiatori pendolari, nonché un forte rischio di aumento delle tariffe”.
Ha quindi chiarito che dal punto di vista istituzionale si ritorna al 1976, prima dell’istituzione dei fondi Bassanini, nati per consentire alla Regione lo svolgimento in autonomia di molte attività. L’assessore, pur considerando giusto che anche le Regioni partecipino allo sforzo per il risanamento dei conti nazionali, ha definito spropositato il sacrificio che sono chiamate a fare, tenuto conto dell’impegno con il quale hanno rispettato il patto di stabilità. “In un contesto già difficile il decreto legge 78 determina sulle Regioni un risparmio di finanza pubblica nel 2010 di 4,5 miliardi di euro su un totale di riduzione previsto dalla manovra di 10 miliardi, ciò equivale ad addossare il 40 per cento della manovra alle Regione. Per il 2012 il contributo a cui sono chiamate le Regioni è del 30 per cento circa”.
Ha quindi affrontato la questione fondi Fas (Fondi per le aree sottosviluppate), per i quali si teme una corposa riduzione: “Alla delibera Cipe non è seguito alcun trasferimento per le Regioni che ne avevano comunque mantenuto il diritto. La Regione Liguria ha speso 4 milioni di fondi Fas, ne ha impegnati 63, ne ha assegnati 140 e programmati 350. Immaginare che un territorio di punto in bianco non possa più fare alcun investimento su infrastrutture, riqualificazione territoriali, ecc, risulta sconcertante. Corre voce in ambiente romano che al taglio sui Fas del 6 per cento, già avvenuto, se ne aggiunga uno ulteriore del 10 per cento” ha detto Rossetti che ha insistito sul fatto che la manovra prospettata “incide sulla possibilità di attuare il federalismo fiscale, in quanto le risorse che servono a finanziare le competenze regionali risultano sostanzialmente azzerate”.