
Carcare. Un’esperienza positiva, che permette ai ragazzi di sperimentare sul campo quanto imparato a scuola e confrontarsi con il mondo del lavoro e nello stesso tempo con vantaggi anche per le aziende che potrebbero poi ritrovarseli come dipendenti effettivi. Gli stage aziendali previsti nei corsi triennali dello Ial di Carcare (160 ore nel 2° anno e 200 ore nel 3°) sono un passaggio fondamentale nel percorso formativo degli allievi.
Si svolgono in primavera – sono terminati a fine maggio – e prevedono, per il Corso Triennale di Operatore della Ristorazione, la permanenza degli allievi presso ristoranti, trattorie, pizzerie, alberghi e anche ditte specializzate nella ristorazione collettiva come mense scolastiche e aziendali della Val Bormida e del Savonese; mentre per il Corso per Operatore Commerciale lo stage avviene presso negozi, studi professionali, grandi aziende, ditte di piccole e medie dimensioni, amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria. Le mansioni che vengono insegnate nel corso vanno infatti dalla vendita alla gestione del magazzino, dalla vetrinistica alle pratiche d’ufficio e all’informatizzazione.
“Lo stage in corso d’anno costituisce una delle caratteristiche più significative dei nostri corsi triennali – sottolinea Mariella Ghiso, coordinatrice dei corsi triennali dello Ial di Carcare – perché consente agli allievi di confrontarsi direttamente con il mondo del lavoro passando, per così dire, dalle parole ai fatti. E’ un momento di arricchimento professionale e di crescita personale, oltre che un’occasione per sperimentare di persona le differenze tra un ambiente tutto sommato protetto come la scuola e quello del mondo in cui dovranno lavorare”.
Ecco il parere dei diretti interessati. “All’inizio era un po’ tutto nuovo – racconta Fabio Mallarini, 16 anni, di Carcare, che ha svolto lo stage presso il Ristorante “Quintilio” di Altare – Trovarsi a dover effettivamente eseguire le cose che avevo sempre fatto solo a scuola, in un ambiente professionale e interagendo con le altre persone che lavoravano in cucina, è stato molto interessante. Loro mi hanno aiutato a prendere i loro ritmi che, a differenza che a scuola, non sono sempre uguali, ma variano a seconda dell’afflusso della clientela”. “Ho imparato veramente tanto – conferma Adelaide Brondi, 17 anni, di Rocchetta Cairo, che ha svolto lo stage presso la Verallia Saint-Gobain a Dego – Il progetto era a supporto dell’attività di gestione computerizzata del magazzino. Mi sono trovata veramente bene, perché oltre ad apprendere molte cose, a confrontarmi con un ambiente professionale inserito nell’ambito di una grande azienda, ho conosciuto persone straordinarie, molto attente, che mi hanno aiutata a inserirmi immediatamente nel processo produttivo”.
“E’ un passaggio fondamentale nella formazione degli allievi – sottolinea Pervinca Tiranini, titolare del Ristorante “La Sporcacciona” di Savona e presidente dell’Associazione Provinciale Albergatori –. Bisognerebbe incrementarla, perché con le nuove norme per i ragazzi lavorare durante la formazione scolastica in maniera regolare è praticamente impossibile. Invece lo stage, quando è sufficientemente lungo come nel caso dello Ial, permette agli allievi di inserirsi nel contesto dell’azienda in cui operano, mettendo in pratica le nozioni che hanno imparato a scuola e acquisendo una pratica che altrimenti sarebbe loro negata”. “L’esperienza degli stage sta andando avanti già da qualche anno con risultati molto positivi – dichiara Francesca Pagano, responsabile del personale per gli stabilimenti di Dego e Carcare della Saint-Gobain Vetri – Gli allievi, sono preparati, validi. In particolare quest’anno, hanno supportato un progetto di miglioramento del centro ricevimento merci, inserendosi perfettamente e dimostrando una rapida capacità di apprendimento. Credo che anche per loro sia stata un’esperienza importante per conoscere un’azienda grande e strutturata, dove i vari reparti e settori operano in sinergia a supporto della produzione, per raggiungere l’obiettivo finale”.