
Savona. E’ una “guerra fratricida” quella per l’iscrizione dei bimbi agli asili comunali, con famiglie che si contendono i posti a suon di modelli Isee e giochi di “abilità e destrezza” per arrivare primi a presentare le domande di ammissione. Una corsa che vede mamme agguerrite pensare al futuro dei propri figli quando ancora non sono venuti al mondo, e poche di loro arrivare vincitrici al traguardo.
Lo sa bene la signora Fiammetta Coratella, 34 anni, un lavoro come dipendente dell’Asl savonese, un marito e due figli (uno di appena 5 mesi e l’altro “in itinere”). La sua storia è l’emblema di ciò che succede a tante altre famiglie che si sentono abbandonate proprio da quegli enti e da quelle strutture che dovrebbero offrire servizi per facilitare loro la vita, come quello, appunto, di “ospitare” i bimbi mentre i genitori sono al lavoro. Fiammetta è mamma di una bimba di 5 mesi che ha provato ad iscrivere alle liste di attesa dell’asilo comunale di Savona. Su 87 domande, però, solo 11 sono state ammesse con 76 famiglie che, compresa la sua, devono tenersi i figli a casa. Numeri che parlano da soli e descrivono l’inadeguatezza dei servizi di questo tipo a Savona. Ma la sua Odissea non finisce qui.
“Sì, perchè lavorando presso la ASL di Savona, avevo anche pre-iscritto mia figlia al Nido Aziendale ‘Il paguro’ di via Nizza ad ottobre dell’anno scorso quando ero ancora incinta di 7 mesi – racconta Fiammetta -. Così, giusto per essere ‘prudente’. Voglio sottolineare che, in tutta la Asl Savonese, i posti a disposizione sono appena dieci nonostante l’asilo ne possa contenere molti di più: ovviamente, se la iscrivessi privatamente, con tutti i costi connessi, un ‘buco’ me lo troverebbero. Mi era stato comunque detto che ero dodicesima ma che nell’attesa della nascita, della maternità obbligatoria e di un piccolo periodo di facoltativa, sarei riuscita ad entrare. Ad aprile mi sono rivolta nuovamente al nido chiedendo quando avrei potuto iniziare l’inserimento (avrei dovuto iscriverla 2 mesi privatamente in attesa dei posti ASL a settembre). La bella notizia era che nel tempo ero diventata decima (quindi titolare di un posto), ma la brutta notizia era che l’Asl, improvvisamente, voleva cambiare le regole di iscrizione senza tenere conto delle vecchie preiscrizioni! Infatti, dopo la nuova domanda d iscrizione fatta a Maggio, il 24 Giugno mi è stato comunicato che la mia posizione in graduatoria era nuovamente dodicesima”.
“Questo – continua a raccontare Fiammetta – perchè l’ASL ha tenuto conto del modello ISEE per formare la graduatoria, mentre il Nido Comunale lo usa solo per stabilire l’importo della retta. Ora mi chiedo: ma se io potessi non lavorare avrei bisogno del Nido? No, infatti chi ha un modello ISEE un pochino più alto è perchè entrambi i genitori lavorano e quindi hanno bisogno dell’Asilo (quindi non è corretto usare il modello ISEE come parametro x l’iscrizione, vengono penalizzati i lavoratori che hanno più bisogno dell’asilo). Me lo lasci dire: Savona si vanta tanto quando riesce ad arrivare al millesimo nato durante l’anno, ma poi si mostra incapace di fornire servizi per le famiglie. Non è infatti possibile che solo 11 bambini abbiano trovato posto nel Nido Comunale!”.
Si tratta inoltre di servizi che, quando si ha la fortuna di poterne usufruire, non sono certamente gratis. “Per quanto riguarda l’asilo comunale, e sulla base del mio modello Isee, si parla di 248 euro per 25-30 ore la settimana; per iscrivere la mia bima alla struttura della Asl pagherei 190 eruo ma, privatamente, ben 290, senza parlare dell’asilo nido privato di via Romagnoli dove me ne chiedono 370 euro! Una cifra insostenibile per una famiglia media! E poi hanno ancora il coraggio di insultare i giovani dicendo che sono dei ‘bamboccioni’ e che non hanno il coraggio di mettere su famiglia. Ma senza aiuti come si fa?”.