Il gran parlare che si fa in questi giorni della situazione della sanità ligure (tagli alle spese, indice di gradimento del cittadino, criticità del sistema sanitario), mi hanno spinto, in veste di segretario provinciale FIMMG, a far presente alla Regione Liguria quelli che sono, secondo noi, comportamenti inopportuni e sterili e quali potrebbero essere più efficaci e produttivi, rendendo quindi anche edotti i cittadini della nostra provincia su ciò che si potrebbe fare. Finchè questa Regione continuerà a perseguire un orientamento ospedalocentrico con interventi finalizzati alle attività ospedaliere ignorando, malgrado ripetute affermazioni demagogiche, le potenzialità del territorio, ove effettivamente si gioca la partita del buon funzionamento dei servizi sanitari e si valuta l’indice di gradimento della popolazione, continuerà a mancare al cittadino la figura di quel “tutor” che dovrebbe accompagnarlo per tutto il percorso assistenziale, dalla prima comparsa del bisogno alla risoluzione dello stesso e che null’altro può essere se non il medico di famiglia.
Per dare impulso all’assistenza territoriale occorrono investimenti per permettere, ovunque possibile, una continuità assistenziale di 24 h su 24 per sette giorni la settimana, favorire aggregazioni complesse di medici di famiglia, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri, fisioterapisti medici di continuità assistenziale e servizi sociali, operanti in strutture con una minima presenza di strumentazione diagnostica (si chiamino queste strutture UCCP, NCP, Case della Salute o altro) permettere la creazione di Ospedali di Comunità e sviluppare l’assistenza domiciliare di medici, infermieri, specialisti e riabilitatori, creare l’assistenza domiciliare oncologica con l’affiancamento al MMG di terapisti del dolore e nutrizionisti.
Nella provincia di Savona, abbiamo la fortuna di avere una categoria di medici di famiglia per la maggior parte matura e desiderosa di realizzare sul territorio quella rete innovativa assistenziale che altre regioni o provincie (ove esistono capitali da investire) cercano di organizzare senza trovare però gli operatori pronti e disponibili. La nostra regione invece di cogliere al volo questa opportunità e rivolgere tutti gli sforzi economici possibili a favorire queste iniziative, pensa al territorio solo come un settore di induzione di sprechi e su di esso si impegna a calare la scure del risparmio farmaceutico ad ogni costo come se questo fosse la fonte del disavanzo sanitario. La Regione deve invece imparare a considerare il territorio come il pilastro del SSN e la base della sostenibilità dello stesso.
Più volte ai tavoli contrattuali regionali e in tutte le altre occasioni di incontro con l’Assessore competente e con il nostro Consigliere regionale Miceli ho fatto presente che avendo la nostra provincia opportunità di una classe di amministratori e medici desiderosi di ottimizzare la rete dei servizi territoriali per dare respiro agli ospedali e qualificarne il loro operato, razionalizzando l’utilizzo degli accessi e delle degenze ospedaliere e favorendo anche l’abbattimento delle liste di attesa, non prevedere per questa ASL un aumento dei contributi regionali è, secondo noi, assurdo e controproducente, se non addirittura demenziale.
Per questo motivo la nostra categoria e la FIMMG in particolare, chiede con forza a chi avrà l’onere di gestire la Sanità nella nostra regione, di esaminare con attenzione ciò che le varie realtà territoriali possono offrire, per poter sfruttare queste potenzialità in nome della produttività e dell’economicità, senza farsi trainare dalle facili sirene della politica e della partitocrazia, che da sempre hanno a cuore quei serbatoi di voti elettorali che, si sa bene, non stanno sul territorio ma negli uffici e negli ospedali.
Il segretario provinciale FIMMG
dott. Giuseppe Torelli