
Liguria. Nonostante le caute aperture su temi specifici nei confronti della giunta Burlando, annunciate da due “big” del Pdl regionale come Sandro Biasotti ed Alessio Saso, i consiglieri savonesi del centrodestra restano piuttosto freddi. Particolarmente dura Roberta Gasco, che nel dibattito sul programma della nuova amministrazione ha accusato la maggioranza di centrosinistra, da cui si era distaccata nel corso della passata legislatura, di aver commesso marchiani errori nella deaziendalizzazione di alcuni ospedali, con particolare riferimento alla situazione del Santa Corona di Pietra Ligure. “Con questo provvedimento – ha attaccato la Gasco – sono aumentate le fughe verso le altre regioni ed in particolare il Piemonte”.
L’esponente Pdl si è detta critica anche sul programma presentato dal rieletto governatore: “Non si parla delle nuove tecnologie, dell’innovazione tecnologica. Io avevo presentato una proposta di legge per i libri elettronici che è rimasta lettera morta” ha infatti detto, sottolinendo poi la mancanza di attenzione verso la famiglia.
Urbanistica e turismo sono invece stati i “temi caldi” toccati da Marco Melgrati nel suo intervento “argomenti – ha sottolineato – soltanto sfiorati dal programma, che non è puntuale. Il presidente ha ammesso che nella passata legislatura la maggioranza si è eccessivamente arroccata sul piano casa”.
“Ora che Burlando sembra più libero dai condizionamenti della sinistra radicale e dei verdi, che vedevano cementificazioni selvagge dappertutto, mi auguro che si trovino convergenze su certi temi” ha poi spiegato la “new entry” del Pdl che ha poi rimarcato come con la variante al piano territoriale di coordinamento paesistico regionale, approvato dalla scorsa giunta senza coinvolgere i territori, si sia realizzata “una pianificazione tratteggiata sulla carta, in un sordido ufficio regionale, da funzionari che non conoscono a fondo il territorio, generando errori e vincoli che apriranno il futuro a una serie di contenziosi legali”.
Melgrati si è mostrato critico anche sulla normativa in materia di turismo: “La legge Ruggeri sugli alberghi condanna gli operatori del settore a essere servi della gleba e a fare quel mestiere fino alla fine dei loro giorni. Berlangeri si è impegnato in campagna elettorale a modificare questa legge”. Anche la legge sulla classificazione alberghiera, secondo l’esponente Pdl, è stata costruita “ingessata su stereotipi non modificabili e non adattabili a situazioni lavorative in divenire”.