“Questo è un fatto che colpisce delle bimbe innocenti e che mi è stata raccontata da quattro donne diverse, abitanti nello stesso paese, la cui età è attorno ai 45 – 50. Il paese è un sonnacchioso centro abitato posto all’ingresso della Valle Bormida e si affaccia direttamente sul comune capoluogo, Savona, anch’esso , ultimamente al centro di vicende di pedofilia che hanno visto numerosi giovani vittime di mostri insospettabili”.
“Le quattro donne che all’epoca del fatti avevano 8 – 9 anni, frequentavano un piccolo negozio posto al centro della strada che attraversa l’abitato, il classico negozio che in un paesino, vende un pò di tutto, dalla cartoleria ad altro.
Dietro al banco c’era un uomo sulla quarantina, B.P., il mostro della situazione, il quale con la scusa di mostrare la merce alle bimbe, le molestava sessualmente, senza che nessuno se ne potesse accorgere”.
“Sconvolgenti e particolarmente bestiali sono i racconti delle donne, che attualmente sono perfettamente inserite nella vita civile con un alto grado di cultura : “ l’uomo, mi portava lontano dall’ingresso del negozio, mi infilava le mani negli e slip e sotto la maglietta, mi faceva appoggiare al suo corpo per farmi sentire la sua erezione, mi mordicchiava l’orecchio e mi mormorava frasi sconce, poi mi faceva pagare la merce che compravo e mi salutava con sorriso.
Ogni volta che il mostro era solo nel negozio, attuava questi suoi orrendi comportamenti verso le piccole clienti, che subivano in silenzio le molestie sessuali senza parlarne a casa . I genitori delle piccole vittime, non erano a conoscenza dei fatti e pare che al momento, dopo circa 35 anni dai fatti terribili non lo sappiano ancora, ma sara’ mia cura metterli al corrente. Una delle vittime mi ha mostrato il personaggio che molto anziano, e quasi invalido cammina per la strada, accompagnato da una badante, ho provato in quell’istante un profondo senso di nausea per l’impunità di questa orrenda ed oscena creatura che imperversava su delle bimbe di appena 8 – 9 anni”.
“La notte in cui ho ascoltato queste donne non ho potuto prendere sonno per l’ira che mi montava dentro. Questa invece è una vicenda orrenda, purtroppo non completamente nuova alle mie orecchie, che mi è stata raccontata da un uomo, grande e grosso, sulla cinquantina, che svolge un lavoro di responsabilità , coordina un attività di ordine pubblico e protezione dei cittadini. Mentre questa persona mi parlava , aveva la voce incrinata dall’emozione e il viso madido di sudore, le mani gli tremavano impercettibilmente. Ecco il testo del suo racconto : ‘Frequentavo una scuola elementare di stato a Savona, il mio maestro elementare, a quell’epoca c’era il maestro unico, un uomo alto, segaligno, con i capelli alla Sor Pampurio, nel corso della mattinata scolastica, mi faceva sedere sulle sue ginocchia, e al riparo della cattedra, mi molestava sessualmente, mentre procedeva in tal senso, si masturbava, quindi alla fine dell’opera scellerata, dopo avermi fatto scendere dalle sue ginocchia, si puliva le mani disinfettandole con l’alcool, era un uomo che amava l’igiene personale. Ho sempre la percezione dell’odore di quell’alcool, che ricorre nei miei incubi peggiori. Da bimbo, alzandomi alla mattina per recarmi ma scuola con la prospettiva di dover subire le molestie sessuali del laido maestro, ero sempre assalito da una feroce emicrania. Non fui l’unico degli scolari ad essere molestato da questa persona, addirittura il pedofilo, in un impeto incontrollabile, teneva sulla ginocchia due scolari e li molestava entrambi, alternando le sue attenzioni criminali ora su uno ora sull’altro. Nessuno dei bimbi molestati si ribellò alle sue attenzioni , qualcuno ne parlò a casa con i genitori, ma ovviamente non venne creduto e fu zittito, nessuno voleva o osava andare a tangere un uomo come quello, il Maestro per antonomasia, che incuteva rispetto solo con il suo aspetto severo e ascetico. Il direttore della scuola e i colleghi del pedofilo non sospettavano nulla delle sue attività, solo un altro maestro , avuto sentore da qualche scolaro, tentò di ostacolarlo portando le voci dal direttore, ma risultò una impresa impossibile, perché il malvagio maestro, godeva di stima incondizionata e quindi gli fu permesso di continuare per anni, la sua sporca azione su decine e decine di bimbi indifesi che passavano per le sue sporche mani.
Il maestro indegno aveva due figli, ritengo possibile che abbia molestato uno dei due, sicuramente il più fragile ed indifeso, che ha seguito successivamente strade contorte nella sua vita di relazione. L’unica che forse prese coscienza della terribile situazione fu la moglie del pedofilo, che a più riprese tentò di fuggire dall’uomo. Ma a quell’epoca la legge, Baslini – Fortuna, sul divorzio non esisteva, e quindi, la povera donna, che tuttavia non osava raccontare le gesta del marito, fu esecrata e ghettizzata dall’opinione pubblica savonese e dovette fare ritorno dal marito criminale.
Il maestro pedofilo, di cui conosco perfettamente il nome e cognome e con cui ho avuto modo di parlare molte volte, seguiva le sue prede anche nel periodo delle vacanze scolastiche estive, con la scusa di dare loro lezioni private , andava a trovarli nei luoghi dove essi stavano con le loro famiglie e “ colmava le loro lacune didattiche “, ovviamente mentre dava a questi poveri bimbi lezioni private, chiedeva di essere lasciato da solo con il discepolo per evitare che si distraesse. Per colmo dell’ironia si faceva pagare la lezione dalla famiglia, anche se era solo un pericoloso molestatore seriale di bimbi. La tariffa era molto bassa, quasi una tariffa politica”.
“Terminato il servizio nella scuola, il malvagio personaggio andò in pensione e quindi gli mancarono le giovani vittime da predare, quindi per lui fu sicuramente una iattura , lo si notava spesso affacciato da una finestrella del suo studiolo, che dava su una via trafficata di savona, guardare con malcelato interesse i capannelli di giovani che stazionavano in strada. Nel corso degli anni perse quasi completamente la vista e opportunamente dimenticato da tutti, morì una dozzina di anni fa, con un fardello enorme di orrendi peccati sulla coscienza, ammesso e non concesso che ne possedesse una”.
Roberto Nicolick