
Casanova Lerrone. Saranno una ventina i bambini dell’”Artgroup” di Luca Mazzara che daranno il benvenuto, cantando la canzone della Resistenza “Fischia il vento”, ai partigiani (anagraficamente loro “bisnonni” o “trisnonni” ottuagenari) che mercoledì prossimo alle 11 sulla collina di San Bernardo di Marmoreo riceveranno l’attestato “I protagonisti di Fischia il vento – Grazie, partigiano!”.
I partigiani oggi hanno raggiunto e superato gli ottant’anni. Saranno loro i protagonisti della giornata della “Festa della Repubblica e della Costituzione in ricordo dei valori della Resistenza” organizzata, come ogni anno dal 2001, dall’associazione culturale “Fischia il vento”. Il discorso ufficiale sarà tenuto dal partigiano avvocato Claudio Bottelli. Verrà anche presentato, con letture da parte di Pino Ronco, il libro di don Andrea Gallo “Così in terra, come in cielo”. Don Gallo è stato giovane staffetta partigiana. Suoneranno il duo Mesiano-Furlani e il quintetto “Sax in the wind”. Alle 10,30 nella chiesetta di San Bernardo sarà celebrata una messa da parte dei preti delle “Due Valli” in memoria dei Caduti partigiani.
Sarà in funzione la cucina della Croce Bianca di Garlenda. La collina di San Bernardo è raggiungibile da Casanova Lerrone in 40 minuti a piedi o con auto fuoristrada. Partecipano all’organizzazione della Festa il Comune, i Volontari della protezione civile e la Pro loco di Casanova Lerrone, Anpi e Fivl, Gruppo Alpini e Fieui di Carruggi di Albenga. Dice Gino Michero, presidente di “Fischia il vento”: “Il raduno di quest’anno giunge dopo la visita fatta alla stele di Rainer Kriester dal console di Germania a Milano, Juergen Bubendei, sabato 3 ottobre dell’anno scorso. Un gesto significativo e storico che ha reso direttamente gli onori a Cascione, alla Resistenza e ai suoi valori di libertà, democrazia e giustizia sociale. Gli stessi valori su cui si fonda oggi l’Europa unita”. Juergen Bubendei si è inchinato davanti a Cascione e alla Resistenza riconoscendo esplicitamente la validità assoluta dei principi e i valori morali sulla base dei quali è stata condotta la lotta di Liberazione dal Nazifascismo e sui quali si fonda l’Unione Europea. “U megu” (questo il nome di battaglia della medaglia d’oro Cascione), la cui natura era tesa a valorizzare degli uomini la parte migliore, si sarà stropicciato gli occhi, avendo ricevuto una risposta a quella sua speranza che lo ossessionava (“non sempre l’uomo sarà lupo all’uomo” aveva affermato in uno dei suoi indimenticabili scritti). Un ringraziamento dall’associazione a Christiane Kriester, la vedova dello scultore Rainer, che ha propiziato la visita con cui ufficialmente si chiudono i conti (ce ne fosse mai stato bisogno) della questione su chi, fra le due parti che si affrontarono, avesse avuto ragione.