
Albenga. Per l’assenza del giudice indiano che doveva decidere se scarcerare dietro cauzione i due italiani Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni, in carcere in India per la morte di un loro amico, Francesco Montis, l’udienza di questa mattina è stata aggiornata al 3 maggio. In aula si sono presentati regolarmente gli avvocati della difesa del cameriere di Albenga e dell’amica torinese. Il cancelliere ha comunicato però l’indisponibilità del giudice e quindi l’udienza è stata rinviata.
I genitori di Tomaso hanno comunque potuto incontrare il ragazzo: “Fortunatamente sta bene – hanno detto – e domani andremo a trovarlo nuovamente in carcere”. In questi mesi si sono mobilitati anche gli amici del cameriere di 27 anni. Con un tam tam continuo anche sul social network Facebook hanno raccolto oltre 2 mila firme affinché il ministero degli Esteri si occupi in modo concreto della vicenda. Questa mattina in tribunale c’erano anche i funzionari dell’ambasciata italiana a New Delhi.
La Procura intanto non ha ancora formalmente depositato un atto d’accusa nei confronti dei due ragazzi, che sono detenuti nel penitenziario di Varanasi. Secondo la polizia, l’omicidio sarebbe legato a una vicenda sentimentale. Il vice-commissario Sageer Ahmad aveva riferito che “alla radice di tutto c’era un triangolo amoroso: Elisabetta, prima legata a Montis, aveva poi allacciato una relazione con Bruno, e questo aveva depresso la vittima”. Ahmad aveva parlato anche dell’esistenza di “prove circostanziali”, un’autopsia che a suo dire “non lascia dubbi”.