
Savona. “Nonostante tutte le mie denunce civili e penali, nonostante tutte le mie presenze in talk-show nazionali e anche internazionali, come vittima di abusi ripetuti, nonostante la forte sensibilizzazione dell’opinione pubblica, a tutt’oggi un pedofilo seriale, in attività da circa 30 anni rimane in completa libertà. Forse anche nella possibilità di reiterare i suoi odiosi ed infami reati contro i giovani”. Con queste parole Francesco Zanardi torna a riportare l’attenzione sulla sua denuncia contro un sacerdote che avrebbe abusato di lui quando era ragazzo.
“Non riesco a trovare pace, pensando che questo personaggio, sacerdote ridotto troppo tardivamente e comodamente allo stato laicale, possa ancora essere libero di minacciare e di compiere abusi sessuali su giovani innocenti. Rivolgo un forte appello a tutti coloro che hanno subito violenze da parte di questa persona, chi sa, può e deve parlare. Personalmente, rischiando in proprio e subendo forti pressioni, ho affrontato il duro travaglio della denuncia per le sevizie che egli mi ha fatto ripetutamente, mi farebbe piacere che altri scendessero in campo a dare, anche in modo anonimo, il loro contributo informativo , alle autorità giudiziarie, per evitare che in un futuro, altri giovani debbano subire questo tipo di violenza” spiega Zanardi.
“Ho ricevuto da parte di moltissimi genitori e non solo, attestazioni di stima, di solidarietà e di sostegno per tutto quello che ho fatto. Queste persone capiscono che la mia azione è tesa e volta a fermare altri mostri che potrebbero colpire i loro figli, i loro nipoti e tutti i giovanissimi che a fronte di queste azioni malvagie sono completamente indifesi. Non pensiamo che il lupo sbrani solo gli altri, spesso l’orco colpisce noi stessi o le persone che ci sono più care” aggiunge l’omosessuale savonese.
“In questi giorni, ho avuto un colloquio con un personaggio savonese, ex politico, attualmente pubblicista e scrittore, il quale sta ricostruendo la storia di una vicenda, finita tragicamente, di suo fratello, A. N., entrato giovanissimo in seminario e fuggitone dopo soli tre anni. Una volta fuori iniziò una parabola terribile sino a morire di HIV. Cosa accadde al giovane seminarista per condizionarne l’esistenza? Attualmente non vi sono risposte, ma la famiglia di questo ragazzo perito tragicamente, le attende da anni con ansia. Personalmente spero che queste risposte un giorno possano arrivare”.
“Questo mio appello, non vuole assolutamente, imporre fretta ai tempi delle indagini in corso, vista la mia grande fiducia nei magistrati, Coccoli e Ferro, che stanno lavorando con alacrità e con dedizione a questa seria ed importante indagine, ma visto il grandissimo danno fattomi e fatto a tanti bravi ragazzi, auspico una chiusura a breve di questa attività investigativa per fare luce su una vicenda orribile e assicurare alla Giustizia i colpevoli” conclude Francesco Zanardi.