
Savona. Impieghi verso la clientela in costante crescita: (+10,2%) in controtendenza rispetto ai dati del sistema bancario nazionale. L’utile netto si è ridotto di oltre un terzo (-34,3%) a seguito del calo dei tassi di interesse per le politiche messe in atto contro la crisi economico-finanziaria. Sono i due principali dati del bilancio di esercizio 2009 approvato dall’assemblea dei soci della Carisa di Savona.
La Carisa si è confermata banca tradizionalmente radicata sul territorio in cui opera e inserita in un conglomerato bancario e assicurativo in forte espansione qual è il Gruppo Banca Carige ed anche in un momento di particolare recessione non ha fatto mancare il proprio sostegno alle imprese e alle famiglie. La raccolta diretta è attestata a 1.162 milioni, mentre quella indiretta ammonta a 1.707 milioni, con una raccolta globale che sfiora i 2.870 milioni (+ 1,8%).
Gli impieghi a clientela raggiungono 1.245 milioni (+ 10,2%), mentre le sofferenze, pur rimanendo ai livelli minimi di sistema, registrano un incremento del 29,6% rispetto al 2008 a causa della negativa congiuntura che ha interessato anche le nostre zone.
Tali sofferenze rappresentano l’1,04% degli impieghi, un dato inferiore alla media del sistema bancario ligure e nazionale. Invariata a 50 sportelli la rete operativa, dei quali 45 in provincia di Savona, 1 in provincia di Imperia e 4 in provincia di Cuneo. Per quanto riguarda i canali remoti, il numero di sportelli bancomat è pari a 66, mentre incrementano notevolmente (+ 17%) i contratti dei servizi on-line.
“E’ senz’altro un bilancio soddisfacente – ha sottolineato il presidente Carisa Luciano Pasquale -. Nonostante la crisi che ha provocato la riduzione di un terzo dell’utile netto sono aumentati gli impieghi verso la clientela e la nostra banca si è dimostrata presente sul territorio a sostegno di famiglie e imprese”. E sul futuro ruolo della banca di territorio nell’ambito della globalizzazione dei mercati finanziari: “Credo che la funzione di una banca di territorio qual è la Carisa sarà sempre più importante e questa crisi lo ha dimostrato – ha sottolineato Pasquale -. Il 2010 sarà ancora un anno di transizione e di difficoltà, tuttavia vediamo i primi timidi segnali di una ripresa e dovremo essere bravi a cogliere e a sostenere la nuova fase economica e finanziaria”.