
Andora. Il sindaco di Andora, dopo la clamorosa protesta messa in atto alcuni giorni fa da molti primi cittadini lombardi di ogni schieramento, torna nuovamente a parlare del patto di stabilità: “Per l’ennesima volta – spiega – si evidenziano le difficoltà nel raggiungere gli obiettivi stabiliti. Va sottolineato, tra l’altro, che le istituzioni si muovono in maniera disordinata e disgiunta poiché manca totalmente la visione comune del problema Paese”.
“Nel frattempo – aggiunge Floris – il debito pubblico aumenta, mentre le risorse diminuiscono proporzionalmente. Questo oltretutto vale per tutti, dalla Corte dei Conti, alla Magistratura fino appunto ai Comuni. Continuano a mancarci i denari da stornare a seguito dell’eliminazione dell’Ici sulla prima casa e contemporaneamente ci stanno trasferendo nuove funzioni senza tuttavia prevedere le risorse economiche necessarie o la possibilità di assumere personale”.
“In questi giorni ho sentito parlare molto di demanio e di ‘federalismo demaniale’. Vorrei fare notare – continua il sindaco – che a fronte di una entrata di circa novanta milioni di euro, ottanta vanno allo Stato e dieci alle regioni mentre ai Comuni viene assegnato solo l’onere delle funzioni. Per quello che riguarda invece il patrimonio disponibile dello Stato, ne beneficeranno soltanto 200 comuni. E cosa ne sarà di tutti gli altri?”
“Sottolineo inoltre che i Comuni stanno utilizzando in modo obbligatorio la dismissione patrimoniale, un sistema che sta creando parecchie problematiche. Le alienazioni appetibili sono finite ed il patrimonio è generalmente a termine. Nel caso di Andora, ad esempio questo sistema ci sta creando grossi problemi operativi visto che il patrimonio è quasi tutto da sistemare burocraticamente, obbligandoci spesso ad usare vie legali” prosegue il primo cittadino, rimarcando poi: “Questo sistema rimane comunque una soluzione estemporanea e non si possono basare i bilanci e la programmazione dei Comuni su delle dismissioni che sono utilizzabili una tantum”.
“Penso sia quindi giusto – conclude infine Floris – chiedere un fondo perequitario per tutti oltre alla possibilità di utilizzare le risorse di cassa subito spendibili”.