
Albenga. Ci sono episodi che non occupano le prime pagine dei giornali, che non raccontano di baruffe, liti o, peggio ancora, omicidi, ma che sono ancor più significativi perchè stanno a testimoniare l’atmosfera che si respira in una città o, come in questo caso, in un quartiere.
Ieri sera, ore 21,15, via fratelli Grana, zona Pontelungo: sotto i portici ben poco illuminati una ventina di extracomunitari, tra cingalesi e marocchini, se ne stanno fermi in piedi, in cerchio, davanti alla vetrina del negozio di fiori che si trova nella via, a fare chissà che (a “confabulare” o “tramare” o “preparare chissà quale azione” per i molti abitanti della zona che rincasavano a quell’ora).
Nessuno osa passare loro vicino, ma solo guardarli da lontano con sospetto, ed accelerare il passo per raggiungere quanto prima la propria abitazione. Uno di loro, poi, se ne sta un pochino appartato (“forse è lui il palo?”, potrebbero pensare i sospettosi) alimentando dubbi e perplessità dei passanti.
Alla fine, un abitante della zona chiama il 112: non si sa mai, se ne leggono così tante su questo presunto quartiere-Bronx di Albenga. Arriva così una pattuglia dei Carabinieri di Albenga, fa i suoi controlli e scopre che…stavano semplicemente parlando fra loro. La paura ha fatto il resto.