
Alassio. E’ accusato di aver trattenuto alcune ore, quattro per la precisione, in commissariato di notte, un uomo che era stata fermato dopo una lite con l’ex fidanzata, per fotosegnalarlo. Procedura che però, secondo l’ipotesi accusatoria, non era necessaria visto che i dati identificativi dell’uomo erano già stati raccolti.
Per questo motivo la permanenza “forzata” nel commissariato si sarebbe trasformata in un vero e proprio sequestro di persona. Per questo episodio, che risale al giugno del 2008, un funzionario di polizia in servizio ad Alassio, il sostituto commissario Angelo Tomao, 52 anni, è stato rinviato a giudizio. Il processo partirà il prossimo primo ottobre presso il Tribunale di Albenga.
Secondo quanto ricostruito quella notte il milanese S.M., 47 anni, aveva avuto anche un diverbio con il funzionario di polizia, intervenuto in qualità di conoscente della donna, spaventata dall’ex compagno al quale non voleva aprire la porta di casa. Proprio in relazione a questo aspetto della vicenda, esistono reciproche querele e denunce per lesioni tra il poliziotto e il 47enne.
L’uomo, dopo che la ex aveva allertato il 113, era quindi stato portato in commissariato. Qui il funzionario avrebbe “suggerito” ai colleghi di procedere procedere al fotosegnalamento di S.M. che però aveva dovuto attendere ore prima che si procedesse. Secondo la difesa dell’imputato, quella del fotosegnalamento sarebbe una prassi consueta nel commissariato di Alassio nei casi di persone convocate in flagranza di reato.
Inoltre sempre secondo la difesa, era stato il milanese a volersi fermare per attendere il responsabile dell’ufficio per riferirgli dell’accaduto.