
Pedofilia e violenza fisica sui minori, tragedie consumate tra le pareti domestiche o all’ombra dei paramenti sacri. Sembra che anche il territorio savonese abbia acceso i riflettori sui drammi più torbidi e controversi, con una sequela di fatti di cronaca che coprono l’intera casistica dell’umiliazione morale e corporale. All’improvviso, il silenzio si popola di voci: chi accusa, chi si difende. Patrigni e sacerdoti sono chiamati in causa, vittime minorenni o oggi maggiorenni rompono gli idugi e parlano. Eppure, rimane assordante quel silenzio che, fuori dall’onda scandalistico-mediatica, avvolge i fenomeni di maltrattamento e violenza sessuale sui bambini.
Il Telefono Azzurro fornisce una media di 10 consulenze all’anno rispondendo a segnalazioni che provengono dalla provincia di Savona. Nell’arco temporale del biennio 2008-2009, il Centro di Ascolto, tramite la linea gratuita 1.96.96 (rivolta ai bambini e agli adolescenti) e la linea istituzionale 199.15.15.15 (rivolta agli adulti e agli operatori dei servizi), si è occupato di 137 casi liguri. La nostra regione è collocata al dodicesimo posto nella classifica delle richieste d’aiuto: il 16,8% delle chiamate, in particolare, proviene dal Savonese.
Ma le vessazioni e le torturte strettamente sessuali stentano a venire a galla. E nello stesso silenzio, nell’oscurità, si perpetuano inesorabilmente gli abusi. La piccola vittima subisce una tremenda modificazione del suo mondo affettivo, viene scaraventata in una posizione di sudditanza, se non di schiavitù psicologica, nei confronti dell’adulto, altera le sue capacità di rapportarsi con gli altri e ovviamente perde l’opportunità irripetibile di vivere un autentico sviluppo identitario. Il velo si squarcia in occasione delle denunce più ferme, delle investigazioni più eclatanti. Poi il silenziatore torna a tacitare gli argomenti disturbanti, che in tanti non vogliono sentire né vogliono conoscere.
L’universo del disagio infantile anche in provincia di Savona ha la sua sconcertante estensione e, più che dai fatti che si proiettano sui mezzi d’informazione, emerge dal lavoro quotidiano dei volontari del Telefono Azzurro. A chiedere assistenza e conforto sono più le femmine (55,3%) che i maschi (44,7%). La maggior parte appartiene alla fascia degli adolescenti (18,5%), dai 15 ai 18 anni; di seguito i più piccoli (46,1%) sino a 10 anni e i ragazzini (35,4%) dagli 11 ai 14 anni. Sono quasi tutti italiani (93,8%), ma non mancano gli stranieri (6,2%).
I fattori più segnalati alla “linea amica” dai piccoli savonesi riguardano abusi psicologici, problemi relazionali con i genitori (inadeguatezza genitoriale, separazione, conflittualità tra i componenti del nucleo familiare), disagi di relazione con i coetanei, solitudine, problemi sentimentali ed educativi. Non mancano segnalazioni di bullismo, disturbi alimentari ed anche uso di alcolici o sostanze stupefacenti da parte dei genitori. La maggior parte dei bambini che interpellano il Telefono Azzurro ha semplicemente “bisogno di parlare” (33%).
Nel numero delle problematiche segnalate, però, la quota degli abusi fisici e di quelli sessuali è un campanello d’allarme: rispettivamente 7,2% e 6,4%. La categorizzazione è a risposta multipla (ogni soggetto può segnalare più di un disagio), tuttavia, ponderando la media, è plausibile ravvisare la sussistenza di una percentuale pari al 7 che ha a che fare con molestie sessuali.
Estirpare il silenzio, per diffondere la luce sul fenomeno degli abusi infantili, è un percorso difficile. Non bastano le dichiarazioni incrociate, non basta il sensazionalismo di giornata. Non bastano gli slogan. Tranne uno, forse. Quello che che accompagnerà sabato 17 e domenica 18 aprile la tradizionale campagna “Fiori d’Azzurro”, a sostegno delle Linee d’Ascolto per la prevenzione dei maltrattamenti infantili: “Chi è grande per davvero non si dimentica dei piccoli”.