
Albenga. L’affidamento della cura delle aiuola in occasione della prossima edizione di “Fior d’Albenga” scalda la campagna elettorale ingauna. A prendere posizione contro la scelta della giunta di appaltare ad una azienda di Borghetto il verde pubblico è Enrico Bessone, candidato del Pdl, che tuona: “Il bene comune della città diventa così il bene personale di un singolo. E’ vergognoso che questa manifestazione cittadina da sempre considerata come una iniziativa ‘di forte rilancio dell’imprenditorialità turistica locale, da attuarsi mediante un’attività di valorizzazione delle eccellenze orto-floricole, enologiche e della gastronomia nonchè della peculiarità storiche, artistiche e del paesaggio’ (come recita la delibera della giunta) oggi sia diventata una clamorosa marchetta preelettorale al servizio di chi si occupa dei lavori pubblici della città”.
“Infatti – continua Bessone – il sindaco Tabbò, attraverso una determina del 3 marzo scorso, ha affidato ad esterni il ‘servizio di realizzazione delle aiuole del centro storico per l’evento Fior d´Albenga, mediante procedura negoziata’. Inoltre di sei ditte invitate a partecipare alla gara, secondo quanto previsto per legge, solo due sono di Albenga e, guarda caso, a vincere l’appalto è proprio una ditta esterna alla nostra città”.
“Sarà un’azienda agricola di Borghetto che, per 78 mila euro complessivi provvederà alla realizzazione delle aiuole fiorite all’interno del centro storico” sottolinea ancora l’esponente del Pdl, ricordando “le tante edizioni già organizzate da Floras negli anni passati, ad un costo pari a 26 mila euro” e affermando poi polemicamente: “Non sarà mica che il sindaco Tabbò ha dovuto chinare la testa e rispondere ‘signor sì’ a chi, un po’ a rotazione, ha fatto il suo burattinaio? Prima o poi tutti questi appalti del verde pubblico, gestiti in maniera discutibile e affidati sempre ad aziende agricole esterne, diventeranno schiaffi sonori sulla faccia della giunta di centrosinistra che, inevitabilmente, sarà punita alle prossime elezioni amministrative”.
A stretto giro arriva però la replica dell’assessore Vincenzo Damonte “Enrico Bessone sostiene che la manifestazione ‘Fior d’Albenga’ è diventata una ‘marchetta preelettorale’ e, a suffragio di tale tesi, porta con leggerezza incredibile il fatto che per affidare l’incarico l’amministrazione abbia effettuato una procedura negoziata con 6 ditte – dichiara l’esponente della giunta Tabbò – Ma lo sa il signor Enrico Bessone che gli affidamenti della pubblica amministrazione si assegnano tramite gara, oppure anche lui fa parte di quella corrente di pensiero che considera le leggi un freno allo sviluppo economico?”
“Lo sa il signor Enrico Bessone – prosegue poi l’assessore – che le norme sono fatte per essere rispettate e solo così sono a garanzia di tutti? Non ha imparato nulla dallo scandalo della cricca che assegnava appalti senza gara, trasformando grandi eventi in grandi vantaggi personali per pochi eletti?”
“Suvvia signor Bessone – aferma poi Damonte – se davvero vuole iniziare a fare politica con il piede giusto dia retta: lasci stare la virulenza verbale dei cattivi maestri del suo partito nazionale e faccia le sue proposte, lasciandole valutare agli albenganesi”.