
Savona. E’ una dura presa di posizione quella lanciata oggi dalla Provincia di Savona in merito all’unica offerta arrivata per il depuratore ingauno. Il presidente di Palazzo Nervi, Angelo Vaccarezza, e l’assessore provinciale Paolo Marson, hanno evidenziato le perplessità dell’ente Provincia in merito alla decisione della Società Depuratore Ingauno di aprire il procedimento per l’individuazione del soggetto attuatore del progetto.
“C’è dissonanza sul modello di gestione pubblica presenti in tutto il territorio provinciale, l’investimento prevede 12milioni di euro di cui non si conosce ancora la disponibilità e la costruzione e la gestione dell’opera avranno ricadute negative sul fronte tariffario per i cittadini ingauni, anche perchè in questo caso le tariffe maggiorate andrebbero a gravare sui singoli comuni in cui è presente la depurazione” sono le critiche avanzate da Marson e Vaccarezza.
Per la Provincia, la soluzione del problema può essere portata avanti con due diverse alternative, con un risparmio stimato tra i 12 e i 15 milioni di euro sul costo di costruzione, e altri 500mila euro l’anno sui costi di gestione. Tre le linee al momento individuate da Palazzo Nervi: un impianto non così sovradimensionato e adatto alle reali esigenze del comprensoreio ingauno; la possibilità di collefare i comuni dell’albenganese con il depuratore di Borghetto Santo Spirito; la possibilità di collegamento con la depurazione del Comune di Alassio che ha già avviato una sua specifica gara pienamente finanziata.
Quindi la Provincia ha suggerito alla Società Depuratore Ingauno (di cui essa è socio maggioritario insieme al Comune di Albenga) di riconsiderare i termini dell’operazione (che vede l’unica offerta da parte del Gruppo spagnolo Acciona Agua s.a.) anche perchè, secondo Palazzo Nervi, la stessa società non ha preso in esame le sue prescrizioni che sostenevano di una indisponibilità finanziaria per la costruzione dell’opera con le relative ripercussioni, in negativo, nella gestione del depuratore.
“La vicenda del Depuratore Ingauno – ha detto l’assessore all’ambiente della Provincia di Savona, Paolo Marson – costituisce l’ennesimo esempio di come le amministrazioni di centro-sinistra interpretino il loro rapporto con l’utenza, i cittadini e la spesa pubblica. Da un lato, si sostiene a parole e nelle dichiarazioni propagandistiche un modello di gestione pubblica dei servizi, ma in concreto non si è capaci di gestire ed amministrare questi modelli e, quindi, si preferisce sempre a delegarne la conduzione ad operatori privati con tutti i maggiori oneri (depurazione delle acque ai privati ad Albenga e Andora; acquedotti ad imprese private a Savona, Pietra Ligure, Albenga, ecc., aziende di trasporto ai privati a Genova). Da altro lato, non si assumono le scelte improntandole all’esigenza di contenere i costi e di rispettare le esigenze dell’utenza, ma si risponde sempre solo a logiche di potere o di interesse o, peggio di propaganda, elaborando o realizzando progetti e opere a prescindere dalla loro oggettiva utilità e convenienza, scaricandone l’onere collettività: costi quello che costi. L’operazione della Depuratore Ingauno – ideata e voluta dalle Amministrazioni di sinistra della precedente Provincia e dei comuni di Albenga ed Andora – si risolverà o nell’aggravamento del costo dell’acqua di tutte le famiglie della nostra provincia per non meno di € 0,50/mc. o nell’incremento dello stesso costo per i cittadini di Albenga, Andora, Villanova, ecc. per non meno del doppiodell’attuale tariffa (circa 2,50 €/mc).Con chiarezza se ciascuna amministrazione desidera costruirsi il proprio impianto di depurazione è – compatibilmente con l’esigenza di una gestione coordinata ed unitaria – libera di farlo, ma certo non può pretendere che a pagarselo siano i cittadini delle altre comunità.”
“Chiedevamo soltanto un ragionevolissimo approfondimento – ha detto il Presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza – , senza alcun pregiudizio, ma ci è stata negata la possibilità di sapere di più. Abbiamo chiesto di rallentare il processo di affidamento al fine di poter effettuare una perizia tecnica di analisi relativa ad una più completa valutazione degli aspetti economici, territoriali e di sistema, ma la risposta a questa legittima richiesta è stata un’improvvisa accelerata delle fasi di gara. Richieste non solo ragionevoli e legittime, visto che la Provincia di Savona è un azionista di riferimento della società Depuratore Ingauno, ma anche essenziali per riscontrare le effettive
occorrenze del territorio ed appurare la reale entità dell’investimento necessario. E’ una follia, infatti, pensare di costruire nell’area di Ponente addirittura due nuovi impianti di depurazione quando ne basterebbe, evidentemente, uno solo se non addirittura nessuno qualora il già esistente depuratore di Borghetto venisse adeguatamente potenziato. A questo punto invito tutti i cittadini della provincia, ed in particolar modo quelli di Albenga, a
conservare questa pagina di giornale in modo che, qualora le cose dovessero andare come da noi previsto, possano avere immediatamente sottomano un puntuale riscontro delle indicazioni e delle prescrizioni date dalla Provincia e puntualmente disattese”.