
Liguria. La Cgil, anche in Liguria, ha indetto per venerdì 12 marzo quattro ore di astensione dal lavoro e manifestazioni in tutti i capoluoghi di provincia, in occasione dello sciopero generale nazionale che interesserà i lavoratori del settore pubblico e privato. La protesta, presentata questa mattina a Genova dal segretario generale Cgil Liguria Renzo Miroglio e dal segretario confederale Cgil Genova Ivano Bosco, è stata organizzata per sostenere i temi legati ai problemi del mondo del lavoro, alla riforma del fisco ed ai diritti di cittadinanza.
Tra le richieste avanzate dalla Camera del Lavoro, il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, il blocco dei licenziamenti, la riduzione della pressione fiscale per pensionati e lavoratori dipendenti con un primo rimborso di 500 euro per il 2010, l’estensione degli ammortizzatori sociali e la sospensione della legge Bossi Fini per i lavoratori immigrati che perdono il posto di lavoro. A Savona sarà organizzato un corteo con partenza alle 9 da piazza Sisto IV con interventi di lavoratori e lavoratrici a cui seguirà l’intervento di Francesco Rossello. Quindi inizierà il corteo che sfilerà per il centro cittadino: Corso Italia, Via dei Mille, Piazza Saffi – con sosta e presidio sotto la Prefettura – Via Boselli, Via Paleocapa, nuovamente Corso Italia per tornare in Piazza Sisto IV, dove si scioglierà la manifestazione.
Secondo i dati forniti dal segretario regionale Renzo Miroglio, alla fine del 2009 il ricorso alla cassa integrazione ordinaria in Liguria era cresciuto del 275% ripetto allo stesso periodo del 2008, la cassa integrazione straordinaria del 260% e la cassa integrazione in deroga ha interessato oltre 5 mila lavoratori rispetto ai 99 del 2008. “Con questa mobilitazione – spiega Miroglio – rilanciamo una vera e propria vertenza col Governo con l’obiettivo di tutelare meglio chi perde il lavoro, ridare fiato al potere d’acquisto di stipendi e pensioni attraverso una vera riforma fiscale e riaffermare un’idea di società solidale, non corporativa e non intollerante. Ci auguriamo di ricevere risposte concrete sulle questioni sollevate e non vuote battute polemiche sul perché la Cgil scende in piazza”.