
Liguria. “E’ francamente sconcertante constatare che nel programma elettorale dei due candidati Governatori della Liguria, Claudio Burlando e Sandro Biasotti, non trovino spazio le criticità penitenziarie, a cui non è infatti dedicata nemmeno una riga nei rispettivi progetti di governo”: a dirlo è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per bocca del segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria Roberto Martinelli.
“Eppure – continua Martinelli – nelle sette carceri liguri (da Sanremo a Spezia, dalle due genovesi di Marassi a Pontedecimo a quella di Chiavari – dove per altro è in atto lo stato di agitazione del Personale per le gravi criticità operative -, da Savona ad Imperia) sono detenute quasi 1.700 persone a fronte di una capienza di circa 1.100 posti e prestano servizio circa 850 poliziotti penitenziari, ben 400 in meno rispetto alla previste piante organiche. E questo si traduce in condizioni detentive che ledono la dignità umana (basti vedere lo scandalo del carcere S. Agostino di Savona) e condizioni di lavoro dure e difficili per le nostre donne ed i nostri uomini. Non solo: da quando la sanità penitenziaria è di competenza delle Asl regionali questa va ad incidere notevolmente sui bilanci regionali, che proprio sulla sanità mediamente investono quasi il 70 per cento delle risorse. Ben altra, dunque, avrebbe dovuto essere l’attenzione di Burlando e Biasotti sui problemi penitenziari liguri”.
“La recente dichiarazione dello stato di emergenza del sistema penitenziario lascia intravedere, per il prossimo futuro, concrete prospettive di un progressivo ampliamento del lavoro di pubblica utilità con l’impiego di soggetti condannati a pene detentive brevi – prosegue ancora Martinelli -. Faccio riferimento agli interventi normativi, contenuti nel Piano carceri approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 gennaio scorso, che introducono la possibilità della detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e la messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno così svolgere lavori di pubblica utilità. L’impegno assunto dal Governo presuppone il contributo concreto di tutti gli enti locali per una ricognizione puntuale ed analitica, nel distretto territoriale di competenza, delle opportunità lavorative in cui utilmente impiegare i detenuti in lavori di pubblica utilità, in vista della futura messa a regime del sistema. E chi si candida a guidare la Liguria nei prossimi mesi non può sottrarsi a questi impegni. Credo che proprio nell’ottica di una maggiore implementazione del lavoro di pubblica utilità, specie in vista della prossima approvazione del relativo disegno di legge, chi si propone per governare la Liguria nel prossimo futuro debba indirizzare ogni sforzo, anche attraverso il coinvolgimento di Province e Comuni, affinchè la Regione Liguria – d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, le Direzioni delle 7 Case circondariali regionali ed il qualificato e fondamentale contributo del Personale di Polizia Penitenziaria – promuova l’impiego dei detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale, la pulizia dei greti dei torrenti e delle spiagge del nostro territorio regionale.”
Martinelli auspica infine che venga nuovamente istituita, nel contesto del Consiglio regionale della Liguria, la Commissione Speciale Sicurezza e Carceri (“inspiegabilmente soppressa dalla Giunta Burlando”) che, integrata da tecnici come i poliziotti penitenziari, può essere un importante punto di riferimento per monitorare costantemente le criticità penitenziarie regionali.