Non sono una candidata cuscinetto. Ho una lunga militanza politica, anche se non sono una politica di professione, avendo sempre vissuto del mio lavoro di insegnante e di impresa familiare. La passione civile nel sociale, nella cultura, nella vita civile del mio paese trova riscontri nelle tante cose in cui mi sono impegnata in modo disinteressato.
Certamente la mia faccia non si trova nei manifesti formato grattacielo Pirelli, e neanche nei fastidiosi bombardamenti mediatici a disposizione di altri candidati.
Per scelta, per buon gusto, per rispetto ambientale, per l’attenzione dovuta a un momento di crisi generale, tenuto conto che gli sprechi di denaro in questo momento suonano offensivi rispetto a chi ha perso il lavoro e è in cassa integrazione, a chi ha dichiarato fallimento della propria impresa (+ 48% nel nostro territorio) a chi non arriva alla terza settimana con lo stipendio.
Questioni etiche e questioni di stile e di sobrietà giustificano la mia campagna sotto tono. Non certamente la mia determinazione a “vendere cara la pelle” con un appello accorato a tutte le donne e a tutti coloro che vogliono un cambiamento nei modi e nei linguaggi della politica, luogo in cui dovrebbero trovare rappresentanza tutti gli interess, ma quelli meno rappresentati, donne, lavoratori e giovani, sono quelli più penalizzati.
L’idea che la candidatura di una donna possa essere considerata “fasulla” attiene a un’idea della presenza delle donne nella politica legata all’immagine delle “veline” di ornamento in alcune liste dei nostri avversari politici.
Angelica Lubrano
candidata Pd alle elezioni regionali