La campagna elettorale è esclusivamente affidata ai volti dei candidati e agli slogan generici che compaiono sui manifesti o sulle pagine dei giornali, invece di proporre programmi concreti e prese di posizione chiare sui temi che maggiormente preoccupano i cittadini, come quello della salute e del progetto di raddoppio della centrale termoelettrica, Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano.
Quest’ultima emergenza ha riportato alla pubblica attenzione diversi studi (vedi ad esempio quelli dell’Ordine dei Medici provinciale), che rivelano la pericolosità delle emissioni derivanti dalla combustione del carbone. Fino ad oggi però le risposte dei Comuni, della Provincia e della Regione (amministrate in questi anni dalla sinistra) sono state quantomeno evasive e sempre rassicuranti. Il progetto di raddoppio è stato giustamente contrastato con azioni amministrative (ricorso al TAR da parte della Regione Liguria, e dei Comuni di Vado Ligure e Quiliano), ma non si è affrontato il problema concreto della situazione salute: gli Enti locali continuano ad affidarsi a dati parziali e poco significativi ottenuti con strumenti obsoleti.
Gli elettori vadesi, in modo particolare quelli di sinistra, denunciano la necessità di rilevazioni complete e validate, e di una analisi epidemiologica su tutto il territorio: vorrebbero sapere dai politici candidati se riconoscono il proprio ritardo nell´affrontare il problema salute e se si assumono l’impegno di fare chiarezza scientifica sulle reali condizioni dell’aria, della terra e dell’acqua del loro territorio. E’ è questo il presupposto fondamentale per qualsiasi pianificazione industriale e di sviluppo urbano.
E’ dall’inizio del suo mandato che il sindaco Caviglia chiede con forza questi controlli, tant’è che l’Amministrazione vadese ha messo a bilancio una somma per l’acquisto di una moderna centralina (comunque insufficiente) per il monitoraggio della qualità dell’aria; gli Enti locali sovraordinati devono responsabilmente affiancare Vado Ligure su questa strada.
Caro Bersani, caro Burlando (e anche caro Vaccarezza), vi impegnate a trovare, in tempi certi, i soldi per le centraline necessarie? Vi impegnate a mettere l’Arpal nelle condizioni di fare le dovute indagini? Vado Ligure aspetta la vostra risposta entro il 28 marzo.
Comitato Amare Vado
Associazione Vivere Vado