
Visi “spianati” e lisci come quelli delle bambole di porcellana. E’ questo il desiderio dei circa due milioni di italiani che ogni anno si sottopongono ad un ritocchino veloce per riacquistare i tratti giovanili di un tempo.
Le iniezioni di filler spiana-rughe non attraggono solo le donne ma anche uomini sempre più vanitosi ed ossessionati dal tempo che passa (circa 500mila si rivolgono ogni anno agli specialisti). Il rischio però c’è: più di 100 mila “pazienti” subiscono infatti eventi collaterali a seguito di questi trattamenti. Questo, dicono gli esperti, perché molti medici fanno uso di filler a buon mercato, non certificati.
Secondo un’indagine sulla frequenza degli effetti collaterali a seguito dell’iniezione di filler, condotta su 1500 donne fra 20 e 50 anni dal Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica di Firenze, in un caso su quattro si verificano eventi avversi che richiedono l’intervento del medico.
Tuttavia, a fronte di questa scarsità di garanzie, la moda del ritocchino veloce non accenna a diminuire: nel nostro Paese i filler muovono un mercato stimato attorno ai 200 milioni di euro. Al filler si ricorre sempre prima: se fino a 5 anni fa l’età media si aggirava attorno ai 40-45 anni, oggi la prima punturina arriva perfino entro i 30 anni.